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La verità sui soldi in Svizzera con un click non è quella che dice Salvini

Antonio Murzio|

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A smentire le bufale di Matteo Salvini sui soldi alle imprese che pioverebbero dal cielo in altri Paesi europei a seguito dell’emergenza Coronavirus, ieri sera, a Piazzapulita, ospite di Corrado Formigli, è stato l’imprenditore italiano Francesco Mancuso, che da 15 anni importa in Svizzera vini dall’Italia. La sua è un’azienda, ha detto Mancuso, che “in tempi di pace ha un fatturato tra i 300mila e i 400mila franchi svizzeri”.

La verità sui soldi in Svizzera con un click non è quella che dice Salvini

Vediamo perché Salvini, anche parlando della Svizzera, aveva scelto il suo registro comunicativo preferito: prendere solo la parte di verità che gli fa comodo e lanciarla in pasto sui social ai suoi famelici followers. Perché, è vero, che in Svizzera le procedure di accesso al credito sono molto rapide e la richiesta è in un formulario di una sola pagina da inviare via mail, ma anche nella vicina Svizzera, esattamente per come accade in Italia, lo Stato (nel caso specifico, quella elvetica è una Confederazione), si fa garante solo di un prestito ponte, che viene erogato dalle banche, al pari di come previsto in Italia con il Decreto Liquidità.

Ha detto Mancuso:

La cosa è stata abbastanza agevole, la banca mi ha mandato una mail che mi informava del fatto che se volevo accedere a questo credito ponte dovevo cliccare su un bottone che mi rimandava a un altro sito della stessa banca dove trovavo un formulario da riempire, l’ho compilato, scannerizzato e mandato alla mail indicata sul sito e due giorni dopo avevo la somma accreditata sul mio conto. E’ stata una procedura durata un quarto d’ora.

 Salvini, al solito, non la dice, perché anche in Svizzera sono richiesti determinati requisiti per l’accesso ai finanziamenti, che i soldi poi devono essere restituiti e che soprattutto la Confederazione, per importi sopra i 500mila franchi svizzeri offre garanzie dell’85% delle somme erogate (in Italia le garanzie dello Stato sono del 90 percento per alcuni tipi di imprese e del 100 per cento per richieste fino a 25mila euro).

Il tweet di Matteo Salvini sui soldi che piovono dal cielo in Svizzera
Il tweet di Matteo Salvini sui soldi che piovono dal cielo in Svizzera

Per capire il meccanismo adottato dalla Svizzera, basta consultare la piattaforma Easygov, dove si legge:

Il 25 marzo 2020 il Consiglio federale ha deciso di concedere aiuti immediati mediante crediti transitori con fideiussioni per sostenere le piccole e medie imprese in difficoltà a causa del coronavirus. Le organizzazioni di fideiussione riconosciute dalla Confederazione agevolano le PMI nell’ottenimento di crediti bancari. Le richieste di credito possono essere inoltrate fino al 31 luglio 2020.

  • Richiesta di credito COVID-19 fino a CHF 500’000
    I crediti fino a 500 000 franchi vengono erogati in breve tempo, senza eccessive formalità burocratiche, e garantiti al 100% dalla Confederazione. Il tasso d’interesse su questi crediti ponte è attualmente pari allo 0%. Vi rendiamo attenti che è possibile inoltrare solamente una richiesta di credito COVID 19 per azienda.

  • Richiesta di credito COVID-19 Plus oltre CHF 500’000
    I crediti ponte che superano l’importo di 500 000 franchi sono garantiti all’85% dalla Confederazione. La banca finanziatrice contribuisce con una quota pari al 15%. Tali crediti possono ammontare fino a 20 milioni di franchi (da cui vanno dedotti i CHF 500’000 del credit COVID 19) per azienda e richiedono quindi un esame approfondito da parte della banca. Il tasso d’interesse applicato a questi crediti è attualmente pari allo 0,5% per l’importo garantito dalla Confederazione.

Che in Svizzera i soldi non piovessero dal cielo, lo spiegava a Salvini anche il sito della Tv della Svizzera italiana in un articolo del 30 marzo scorso, dove si cercava di far capire al leader della Lega, tra le altre cose, che un conto è predisporre una procedura poco burocratica, altra cosa è dire, come aveva fatto il dj del Papeete, che“In Svizzera agli imprenditori basta una dichiarazione “sulla parola” per vedersi bonificare fino a 500’000 franchi (circa 470’000 euro)”. 

E che non si tratta di un aiuto a fondo perso, bensì di un credito ponte. Il tasso d’interesse applicato a questi crediti è pari a zero, ma le aziende devono rimborsarli entro cinque anni. 

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