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Simone Carabella: dai no-vax a Fratelli d’Italia (passando per la “rivoluzione” di Pappalardo)

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Simone Carabella è uno dei candidati dei Fratelli d’Italia alle regionali del 4 marzo in Lazio. Sulla sua pagina Facebook il candidato del partito di Giorgia Meloni si definisce “orgoglio italiano“. Orgoglio perché è un patriota – come si chiamano gli esponenti di Fratelli d’Italia – perché è il presidente del Comitato Civico “Prima gli Italiani”, perché ogni anno a Capodanno si tuffa nelle acque gelide del Tevere assieme al celebre Mister Ok per lanciare un messaggio (quest’anno era a favore della ricostruzione di Amatrice) e perché la sua storia politica è quella di molti italiani che nella vita di casacche ne hanno cambiate tante.

La vorticosa storia politica di Simone Carabella, l’orgoglio italiano di Albano Laziale

Il palestratissimo Carabella dice di essere “mental-coach” (in quanto esperto di PNL) ma questa è solo una delle sue numerose qualità. La traiettoria politica di Carabella è però molto più complessa di quello che possono far credere le sue pose da macho e i suoi gesti gladiatori. Una decina di anni fa Carabella è stato iscritto al Partito Democratico di Albano, con cui si candidò nel nel 2005 (risultando il primo dei non eletti alle comunali) e nel 2010.

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Nel 2013 però Carabella lasciò il PD e visse una stagione movimentista che lo portò ad avvicinarsi ai movimenti No Inceneritore e al Movimento 5 Stelle (senza entrarne a far parte) grazie alle sue battaglie per i diritti dei disabili.

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Successivamente si avvicinò alla Lega Nord e a Noi Con Salvini, eccolo assieme all’onorevole Borghezio ad una manifestazione del partitino personale del Capitano del V Municipio di Roma. Anche se c’è da dire che nemmeno in quel caso Scarabella si candidò con il partito di Salvini.

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Nel 2015 invece preferì correre da solo candidandosi a sindaco di Albano Laziale con una sua lista personale dal nome “Amo Albano” dove specificava di non essere né di destra né di sinistra. Ma le numerose battaglie contro lo Ius Soli lo qualificano senza dubbio come sovranista e difensore dell’identità nazionale. Alle ultime amministrative romane Carabella invece si candidò nella lista Patria a sostegno di Alfredo Iorio (MSI). Prima di approdare a Fratelli d’Italia l’ultimo tentativo di salvare il Paese. Carabella è stato infatti per qualche tempo tra i sodali del Generale dei Carabinieri Antonio Pappalardo.

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1 gennaio 2015, Carabella si tuffa nel Tevere per riportare a casa i Marò

Simone Carabella avrebbe dovuto partecipare alla manifestazione di settembre 2017 (in gergo: “rivoluzione”) organizzata dal Movimento Liberazione Italia. Le cose però tra il tuffatore e il generale finirono male. Pappalardo scoprì che c’erano dei miserabboli traditori della DIGOS infiltratisi nel movimento. In un video il Commissario Pino spiegò che “questi miserabili (che hanno registrato la riunione) erano stati accompagnati da Simone Carabella”. La pietra dello scandalo fu un video pubblicato proprio da Carabella in cui l’orgoglio italiano affermava che la manifestazione sarebbe stata annullata e spostata ad ottobre. Nel video Carabella spiegava che alle forze dell’ordine era arrivata la voce che qualcuno avrebbe fatto qualche “gesto inconsulto” durante la manifestazione e questo avrebbe messo in pericolo i partecipanti.

Le battaglie di Simone Carabella a favore di Stamina e contro i vaccini

Nell’arco della sua intensa carriera politica Carabella ha combattuto tutte la battaglie sovraniste. Si va da quella contro l’arrivo degli immigrati ad Albano Laziale alla protesta contro il concerto di Bello Figo a Roma passando ovviamente per la chiusura dei Campi Rom della Capitale e per la difesa dei due Marò prigionieri in India ai quali Carabella dedicò il tuffo del Capodanno 2015. Ad agosto 2015 Carabella invece se la prendeva contro gli immigrati che facevano il bagno in mare con addosso le mutande, in spregio ai costumi italici.

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Ma non ci sono solo battaglie politiche al grido di “prima gli italiani” e contro immigranti, rom e stranieri. C’è anche attenzione per le battaglie a favore della salute. All’epoca del caso Stamina Carabella si schierò a favore della truffa architettata da Davide Vannoni e pubblicizzata dalle Iene.

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Più di recente Simone Carabella è stato uno dei capopopolo che hanno agitato la protesta davanti a Montecitorio dopo l’approvazione della Legge Lorenzin sui vaccini obbligatori. Perché Carabella, né di destra né di sinistra, ma contro immigrati, neri e Rom, è anche un no-vax/free-vax convinto. Secondo il candidato di Fratelli d’Italia i genitori hanno il diritto di scegliere se vaccinare o meno i propri figli perché i vaccini sono pericolosi, e a dimostrarlo sono i “numerosi” casi di bambini “danneggiati dai vaccini”.