Politica

Scissione M5S: i cinque grillini pronti ad andarsene e il ruolo di Pizzarotti

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Anche se alla fine i parlamentari del MoVimento 5 Stelle “ribelli” non hanno in alcun modo palesato il loro disagio durante il voto per il taglio dei parlamentari e non c’è stato l’esodo della ventina di deputati che aveva annunciato ieri sulla Stampa, Ilario Lombardo oggi racconta che c’è una cena stasera in cui si parlerà proprio della scissione M5S e del ruolo che, a sorpresa, potrebbe avere il sindaco di Parma Federico Pizzarotti:

Ne parleranno stasera a cena, dodici dissidenti, pronti alla scissione che dovrà concretizzarsi nelle prossime settimane. Una cena in una casa privata di Roma, dove si ritroveranno anche alcuni tra coloro che ieri hanno abbandonato l’Aula. Contemporaneamente il deputato Giorgio Trizzino, riunirà «un gruppo di amici» in un ristorante al centro di Roma per capire come organizzare le prossime mosse per mantenere la rivolta nel perimetro interno del Movimento. Gli uomini vicini a Di Maio in queste ore fanno circolare una considerazione: «Per una scissione ci vuole un leader». La storia insegna che non è sempre così. Ma comunque un leader potrebbe anche spuntare presto. L’idea della scissione non nasce oggi ma a luglio.

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I cinque grillini pronti a lasciare il gruppo (Il Messaggero, 9 ottobre 2019)

E da allora ne è informato anche Federico Pizzarotti, ex grillino, sindaco di Parma riconfermato senza il simbolo del M5S e animatore di Italia in Comune che a fine novembre andrà a congresso. In queste ore si è tenuto in contatto con Roma, per capire quanto questa volta siano concrete le opportunità di una frattura organizzata nel Movimento. Gli hanno assicurato che almeno una quindicina di persone sono pronte all’addio. A Pizzarotti non sfugge che per partire serve un gruppo autonomo, con venti deputati e finanziamenti propri.

A quel punto potrebbe diventare attrattivo e giocarsi le sue chance di sopravvivenza su diversi tavoli. Come virtuale partito di Giuseppe Conte, piantato nello spazio politico di centro in competizione con Matteo Renzi e capace di attrarre anche fuori dall’area della maggioranza, e agganciare Italia in Comune e tutte quella rete di amministratori che nell’area di centro sinistra vogliono valorizzare i territori.

Il Messaggero invece scrive, più modestamente, che ci sono cinque deputati in rampa di lancio verso altri lidi dopo Davide Galantino che è passato a Fratelli d’Italia: oltre a Stefania Mammì e Massimiliano De Toma, ci sono anche altri nomi.

Andrea Colletti, in dissenso, prende la parola per annunciare in Aula che si tira fuori: «Ero per il monocameralismo, la Costituzione è la mia stella cometa». Adesso,rischia di essere espulso, lo sa? «Io non me ne vado, facciano pure». Ma con le restituzioni, onorevole, com’è messo? «Ho tutto rendicontato, ma prima di far partire il bonifico ho chiesto gli estremi del conto dove dovrei versare: se non si fidano loro, non mi fido nemmeno io».Amen.

Anche Sebastiano Cubeddu è in aula e non vota. E subito i sospetti si addensano pure su di lui. Se ne andrà? Si vuole far cacciare? Intanto, Davide Galantino saluta tutti e passa con Fratelli d’Italia: l’annuncio non è indolore. Perché a Montecitorio la notizia provoca un mezzo parapiglia. Gli ex colleghi gli danno del «venduto». Mezza rissa, travolto il deputato leghista Giuseppe Basini. Ancora un’altra voce: Roberto Rossini, che non vota il taglio dei parlamentari,viene dato in orbita Giorgia Meloni. Anche lui. Ma c’è davvero il clima scissione?

EDIT: Stefania Mammì non è dissidente ma in maternità:

“Smentisco categoricamente la mia intenzione di lasciare il Movimento 5 Stelle. Trovo assurdo che certa stampa abbia scritto una cosa così falsa. Mi trovo da una settimana nella mia casa milanese perché in maternità ma con qualche complicazione. Dissidente? Mai e poi mai! Il gruppo è compatto, ieri è stato un giorno storico e sono con i miei colleghi nel voto di questa Riforma. E’ stato per il nostro Movimento, e per tutti gli italiani, un giorno importante che ha visto realizzare quello che sembrava un sogno, bene ora è legge!”. Lo dice la deputata 5S Stefania Mammì, in riferimento al voto sul taglio dei parlamentari avvenuto ieri alla Camera.

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