Politica

L’ideona di Salvini: sostituire Conte con un leghista a Palazzo Chigi

incontro conte salvini casa verdini

Matteo Salvini vuole sostituire il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel governo Lega-M5S. Lo scrive oggi Claudio Tito su Repubblica immaginando la voglia del Carroccio di mettere le mani su Palazzo Chigi ma anche – e questa è la novità – un MoVimento 5 Stelle a cui l’ideona non pare del tutto sgradita, anzi:

«Un’altra maggioranza, una maggioranza alternativa – è la premessa che spessissimo Salvini fa per descrivere la situazione – non esiste». L’asse gialloverde, insomma, in questa legislatura non può essere sostituito. Altro discorso, però, è conservare l’alleanza tra M5S e Lega e rimettere mano al gabinetto fin dalle sue fondamenta. Un “rimpastone”. La storia repubblicana, anche recente, è piena di precedenti anche se con sfumature e contesti diversi: Gentiloni, Renzi, Monti, D’Alema, Dini.

Di certo c’è un dato di fatto: che l’obiettivo della Lega negli ultimi giorni è diventato in primo luogo Conte. Lo scontro è soprattutto con lui. Basta leggere quel che scrivono i governatori della Lombardia e del Veneto proprio contro il premier sull’Autonomia: «Presidente Conte, lei ha l’opportunità di scrivere una pagina di storia di questa Repubblica. Se non la scriverà lei, lo farà qualcun altro». Ecco, appunto: «Lo farà qualcun altro». Una sottolineatura che non sembra casuale.

giuseppe conte salvini di maio

Il premier a questo punto dovrebbe essere un leghista e potrebbe essere lo stesso Salvini, incurante del fatto che le fusioni a freddo come quella di Renzi che sostituì Letta non sono finite benissimo:

«Conte – osserva un esperto della politica come Clemente Mastella – è cresciuto. Non c’è dubbio. La battaglia a favore del Meridione lo sta trasformando in un punto di riferimento. È un moderato radicale. Nei sondaggi è alto, Di Maio è scomparso. Vedrete che farà una sua lista, solo così si spiega l’atteggiamento di sfida a Salvini. L’Anti-Salvini, adesso, è lui. Con un vantaggio rispetto ai due vicepremier: non è mai stato candidato».

Riflessioni analoghe vengono svolte ai vertici del Carroccio e nel blocco di comando grillino. Per molti, allora, cambiare il premier potrebbe significare anche eliminare un avversario. Salvini conserva al polso il braccialetto con la scritta “Salvini premier”. Di Maio, ricorda che la maggioranza in Parlamento ce l’ha lui. Resta il fatto che tra le “exit door” di questa ormai costante crisi politica c’è quella con la scritta “Nuovo governo, stessa maggioranza”

Leggi anche: Il boss che conferma la tangente di 30mila euro al leghista