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La faccia di Salvini mentre il sindaco di Przemyśl gli consegna la maglietta di Putin | VIDEO

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Appena arrivato a Przemyśl, città della Polonia a pochi chilometri dal confine con l’Ucraina, Matteo Salvini è stato contestato da un gruppo di presenti. Il sindaco Wojciech Bakun, ha prima ringraziato l’Italia e poi gli ha mostrato una maglietta con il volto di Putin dicendogli: “Io non la ricevo, venga con me al confine a condannarlo”. L’espressione interdetta del leader della Lega, che presumibilmente non si aspettava un’accoglienza simile da parte di un rappresentante delle istituzioni locali, è il preludio alla sua dichiarazione al punto stampa: “Siamo qui per aiutare i rifugiati, i bambini, le madri e i padri dell’Ucraina”.

La faccia di Salvini mentre il sindaco di Przemyśl gli consegna la maglietta di Putin

Al termine della sua dichiarazione, Bakun dice a Salvini: “No respect for you”. A quel punto il leader della Lega si allontana, mentre un giornalista gli dice: “Questa è l’opportunità per condannare Putin”. Salvini si ferma, sta per dire qualcosa, ma poi fa una smorfia e un verso di disapprovazione. Parte così una nuova contestazione nei suoi confronti: “Sei un pagliaccio, buffone, mettiti la maglia di Putin”. “Sono qua per aiutare”, prova a replicare il leghista. “Ma cosa aiuti, mettiti la maglia di Putin e vai a casa”. L’obiettivo della visita in Polonia non è chiaro, per volere suo e della stessa Lega. In una breve nota diffusa nel tardo pomeriggio di ieri, via Bellerio aveva confermato il viaggio parlando di una “visita diversa da quelle tradizionali” e per questo priva di un programma vero e proprio.

Tra oggi e domani, fa sapere il Corriere della Sera, starà con i volontari di una Onlus italiana operativa in quella zona, che però preferisce non essere citata. Contro la sua visita in Polonia anche Anton Shekhovtsov, politologo e scrittore ucraino, che appresa la notizia ha scritto sui suoi social mostrando le foto del leader leghista con indosso la maglietta di Putin al Parlamento europeo: “No, Matteo, non dimenticheremo come hai fatto del tuo meglio per legittimare le politiche e le azioni dello stesso regime che ora sta commettendo un genocidio della nazione ucraina”.