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«La Russia di Putin sta sostenendo la Lega Nord e M5S»

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Bastano poche righe per far scoppiare un caso politico. L’ex vice presidente degli Stati Uniti Joe Biden, in un articolo pubblicato sulla rivista «Foreign Affairs» insieme all’ex vice assistente segretario alla Difesa Michael Carpenter e ripreso ieri dalla Stampa, ha accusato la Russia di aver interferito nel referendum costituzionale del 4 dicembre scorso e di voler aiutare Lega e MoVimento 5 Stelle alle prossime elezioni.

«La Russia aiuta Lega e M5S»

Il brano del pezzo di Biden dedica poche righe alla storia del referendum del 4 dicembre manovrato dai russi e appena un accenno alle intenzioni di Putin di aiutare Lega e MoVimento 5 Stelle. Eppure bastano quelle poche righe a scatenare una polemica politica: il M5S risponde con un post su Facebook in cui accusa Biden e il PD di non saper perdere: “Abbiamo rifiutato gli aiuti pubblici italiani, figurarsi se abbiamo mai pensato di riceverne di stranieri. Noi facciamo da soli, non abbiamo e non vogliamo e rifiutiamo categoricamente e assolutamente qualsiasi aiuto, di qualsiasi tipo, sia dallo Stato italiano sia da quelli stranieri”.
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E ovviamente la vicenda non finisce qui. Scrive Ilario Lombardo sulla Stampa:

Ad ambire alle amicizie della corte di Putin, prima è stata la Lega di Matteo Salvini, poi il M5S. Ci sono stati viaggi, contatti con il partito di Putin, Russia Unita, interessamenti, dichiarazioni contro le sanzioni ai russi, mentre il laboratorio delle fake news made in Mosca continuava a ciclo continuo, sugli stessi siti del network di Stato che davano ampia visibilità a grillini e leghisti contro il governo. Normali e naturali simpatie, per Salvini che liquida la tesi Biden come una fake news: «Renzi ha perso il referendum e perderà le elezioni, perché gli italiani hanno buon senso, non perché lo vuole Putin. Un buon rapporto con la Russia è strategico. Le sanzioni contro Mosca sono una follia che toglieremo».

Michael Carpenter e le accuse a Lega e 5 Stelle

Non solo. Michael Carpenter, già vice assistente segretario alla Difesa per Russia, Ucraina, Eurasia e Balcani, direttore per la Russia al Consiglio per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, e coautore col vice presidente Biden dell’articolo su «Foreign Affairs», in un’intervista rilasciata alla Stampa conferma riga per riga le affermazioni del pezzo e aggiunge altri particolari: «La Russia ha lanciato lo stesso genere di pratiche sui social media con cui ha interferito nelle elezioni americane, francesi e tedesche. Ha usato troll e bots per propagare messaggi che facevano il suo interesse, cioè delegittimare il governo e influenzare il referendum nella direzione del No». E ancora:

«In base alle mie analisi sulla propaganda russa, e quelle di varie organizzazioni come Hamilton 68 del German Marshall Fund, o il Digital Forensic Lab dell’Atlantic Council, noi sappiamo, e abbiamo un sacco di prove, che la Russia sta sostenendo la Lega Nord e Cinque Stelle. Non si tratta solo di appoggio online, ma anche politico. Intendo per esempio l’accordo che la Lega ha concluso a marzo per cooperare con il partito di governo Russia Unita, cioè quello di Putin. Abbiamo visto molte cose simili, tipo l’Associazione culturale lombardo russa. Sono link profondi. Non solo digitali, ma anche politici».
Solo la Lega, o anche Cinque Stelle?
«Anche Cinque Stelle. I suoi leader sono andati in Russia, abbracciano la strategia narrativa del Cremlino, e usano i talking point forniti da Mosca. Stanno soddisfacendo i principali obiettivi ideologici di Putin, chiedendo la fine delle sanzioni, accusando la Nato di essere aggressiva, attaccando l’Ue. Hanno tutto il diritto di farlo come partito politico italiano, ma chiaramente hanno sposato un messaggio che sostiene la narrativa del Cremlino. È curioso perché in passato i leader del movimento, come Beppe Grillo, erano critici di Mosca. È interessante chiedersi come mai hanno ora questa relazione così simbiotica».

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Ci può dare le prove di quanto sostiene?
«Per capire come funziona la propaganda russa devi analizzare bots e troll, e cosa dicono. Se lo fai, vedi che nei media italiani c’è uno spazio preponderante a favore di Cinque Stelle, Lega, e partiti di destra come Fratelli d’Italia. Tra le altre cose, va letto anche il rapporto dell’Atlantic Council “Kremlin’s Trojan Horses”, spiega le tattiche usate sui social per propagare informazioni in Europa».
Gli attacchi online vengono dalla Russia o dall’Italia?
«Certamente dalla Russia, ma sospetto anche dentro l’Italia. Ci sono siti basati nel vostro Paese, tipo “Io sto con Putin”, che provano un certo livello locale di cooperazione col messaggio strategico russo. Non so se è il risultato di una collaborazione diretta con Mosca, o di narrative parallele, ma chiaramente ci sono gruppi italiani che promuovono i messaggi del Cremlino».

La fantasia al potere

Ora, ad occhio si direbbe piuttosto difficile che un sito (la cui proprietà è anonimizzata con GoDaddy) e una pagina Facebook con ottomila iscritti siano il massimo possibile della propaganda russa in Italia. D’altro canto provare “un certo livello locale di cooperazione” con il Cremlino è tutt’altra cosa rispetto all’essere pagati dalla propaganda russa (e avere le prove che questo accada).

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La foto pubblicata da La Stampa : Shlegel con Di Battista e Di Stefano

Tutt’altra vicenda è quella degli incontri di parlamentari M5S con i responsabili del partito di Putin, spiegato all’epoca da Di Stefano con la necessità di tutelare gli interessi delle aziende italiane a Mosca. Così come quella delle bufale di RT e della “vicinanza” tra Sputnik e alcuni media vicini al M5S: il rischio è che si scambi per grandi complotti quella che al massimo è cialtroneria.