La macchina del funky

Il grande ritorno dei rapporti M5S-Russia

luigi di maio m5s putin

Robert Shlegel, fino al 2016 deputato della Duma e capo dell’Expert Council della Commissione parlamentare per le politiche sull’informazione, parla oggi con Jacopo Iacoboni della Stampa di un tema che al quotidiano torinese sta tanto a cuore: i presunti legami tra MoVimento 5 Stelle e Russia di Putin. La Stampa pubblica anche la foto di un incontro con Alessandro Di Battista e Manlio Di Stefano, avvenuto a fine marzo 2016 a Mosca, assieme al potentissimo e discusso Sergej Zheleznyak, uomo nella lista di politici e finanzieri russi sottoposti a sanzioni dall’amministrazione Obama.

«Alessandro Di Battista e Manlio Di Stefano? Ci hanno fatto in generale un’impressione positiva, quando ci siamo incontrati. Se l’accordo poi è stato formalizzato? Se c’è stata una forma di aiuto, politico o finanziario? Questo deve chiederlo a Zheleznyak». Anche Shlegel, sebbene non svolga più ruolo ufficiale, è un uomo assai influente, nel suo ramo. Benché ancora molto giovane, in Russia ha fatto parlare molto di sé perché fu a lungo il capo di Nashi, la gioventù putiniana, impegnata con tecniche sperimentali anche nel costruire eserciti di attivisti online pro Putin.
Nel 2006 costruì uno studio di produzioni video dal basso, che faceva agit prop su Internet per Putin, con il meccanismo di video non sempre riconducibili direttamente a qualcuno, ma potentemente virali. Fu lui a suggerire alla Commissione centrale del partito di formare un elenco di blog e siti per condurre operazioni di agitazione su Internet. Sempre lui a creare, in tandem con i vertici di VKontakte – il più grande social network in cirillico – gli account di tutti i deputati del partito di Putin.

m5s putin
La foto pubblicata da La Stampa : Shlegel con Di Battista e Di Stefano

Oltre al colloquio con Schlegel c’è il comunicato dell’incontro:

Lo pubblica il sito di Russia Unita, il partito di Putin. In un incontro coi grillini si è parlato, si legge, di «format per una ulteriore cooperazione tra M5S e Russia Unita, esperienza nelle campagne elettorali e agenda internazionale». Il terzo punto riguarda, chiaramente, il no alle sanzioni a Mosca, noto caposaldo geopolitico grillino. Il primo spiega che – nel marzo 2016 – la cooperazione era così avviata da poter mettere a scopo di un meeting un «ulteriore» rafforzamento. Il secondo punto – esperienze, ossia (traduciamo noi) know how, di campagne elettorali – è ciò di cui la Russia di Putin è stata a modo suo maestra, la propaganda in questi anni dark.

EDIT: Manlio Di Stefano risponde all’articolo:
manlio di stefano

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