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Rousseau e l’assemblea M5S: come funziona la democrazia diretta da Grillo

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Dopo il caso Cassimatis un altro piccolo episodio ci spiega come funziona la democrazia diretta da Beppe Grillo. Da qualche giorno il blog di Beppe Grillo, in un post firmato da Roberto Fico, ha annunciato una nuova funzione sulla piattaforma Rousseau: Call to Action (Meetup in Azione). La Call to action ha la funzione di lanciare iniziative sui territori con varie “azioni”: da “mobilitazione” a “socializzazione” fino a “formazione”. E paletti chiari, perché tutti gli incontri (localizzati tramite una mappa interattiva) “devono rispettare quanto stabilito da Non Statuto e dal regolamento del Movimento”.

Rousseau, la Call to Action e l’assemblea M5S 

Evidente la differenza tra la Call to Action di Rousseau e i meetup che sono stati alla base della costruzione del MoVimento 5 Stelle: MeetUP è «un servizio di social network che ha lo scopo di facilitare l’incontro di gruppi di persone in varie località del mondo» senza alcun controllo centralizzato, mentre Rousseau si trova su una piattaforma di proprietà dell’associazione omonima guidata da Davide Casaleggio, Max Bugani e David Borrelli. Mentre alcuni cattivoni in evidente malafede la considerano un modo per mettere il guinzaglio ai meetup, la Call to Action è invece tutt’altro. E basta un piccolo episodio per averne la chiara dimostrazione.

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Foto da: Facebook

Quei simpatici buontemponi degli attivisti napoletani cacciati e poi reintegrati grazie a un giudice da tempo si battono per richiedere una convocazione dell’assemblea del M5S Luca Capriello è il capofila degli ex espulsi dal M5S a Napoli, reintegrati dopo una sentenza del Tribunale che ha scatenato il Terremoto legale nel MoVimento 5 Stelle e che ha portato a varare le modifiche allo Statuto  sul blog e forse a rischio nullità: con altri ha aperto il gruppo facebook Convocazione Assemblea Nazionale M5S.

Come funziona la democrazia diretta da Grillo

La richiesta mira a far convocare l’assemblea non in Rete ma con gli attivisti in carne e ossa, pena – a  detta degli espulsi che stanno animando la battaglia sui social network – che le nuove regole al voto sul blog di Beppe Grillo risultino nulle. Questi simpatici idealisti, che fecero anche uno sciopero della fame per invitare al rispetto delle regole e delle leggi, hanno pensato di usare la funzione Call to Action per un evento chiamato “Assemblea Nazionale: prima riunione (i preparativi). Si trattava di un primo incontro operativo per la proposizione e la successiva organizzazione della prima Assemblea Nazionale degli iscritti e dei simpatizzanti M5S.

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Foto da: Facebook

Avete già capito com’è andata a finire, vero? Gli attivisti che avevano aperto la Call to Action hanno scoperto anche l’esistenza della funzione “Annulla evento e ciao”. «In una mail ci hanno comunicato l’annullamento dell’incontro, senza motivazioni»: L’avvocato Luca Capriello, uno degli attivisti, racconta oggi il Fatto, ha inviato una mail per ottenere spiegazioni.  “Chiediamo – sostiene Capriello – un’assemblea nazionale del M5S per trovare una sintesi su alcuni punti che ci fanno storcere il naso, dal tentativo di aderire al gruppo europeo Alde fino all’astensione sullo ius soli”. Ovviamente c’era da aspettarselo: sono loro ad essere degli idealisti inguaribili. Andreotti diceva ai suoi tempi che esistevano due tipi di matti: quelli che si credono Napoleone e quelli che vogliono risanare le Ferrovie dello Stato. Adesso la frase può essere aggiornata: quelli che si credono Napoleone e quelli che credono alla democrazia diretta da Grillo.
EDIT: Altrove mi si fa notare che: «L’assemblea Nazionale convocata ed annullata è un evento ufficiale del Movimento e pertanto ( qualsiasi iscritto ) è al corrente che non la si può convocare con una call to action». In realtà, come è spiegato nell’articolo, non si trattava della convocazione ma di “un primo incontro operativo in vista della convocazione dell’assemblea nazionale”. D’altro canto l’evento era convocato a Pozzuoli – un po’ fuorimano per un evento nazionale, con tutto il rispetto per la meravigliosa cittadina – e presso il Caffè Bruno: anche il più grande detrattore del M5S non potrà non concordare sul fatto che convocare un’assemblea nazionale di tutti gli iscritti in un bar significherebbe stare un po’ strettini, diciamo. In ogni caso nessuna motivazione è stata fornita agli autori per la cancellazione dell’evento.