Economia

Il reddito di emergenza si chiamerà contributo e sarà di 500 euro

L’importo sarà di 500 euro e sarà erogato per due mensilità a quelle fasce di popolazione che sono rimaste fuori da ogni altro tipo di sostegno governativo. Per il Reddito di emergenza sarà stanziato un miliardo di euro

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Il Messaggero fa sapere oggi che il Reddito di emergenza cambia nome. Si chiamerà “contributo”, un modo per sottolineare che si tratterà di un aiuto una tantum non ripetibile.

L’importo sarà di 500 euro e sarà erogato per due mensilità a quelle fasce di popolazione che sono rimaste fuori da ogni altro tipo di sostegno governativo. Per il Reddito di emergenza sarà stanziato un miliardo di euro. Lo riceverà chi ha un Isee inferiore a 15 mila euro, e un patrimonio mobiliare con riferimento al 2019 inferiore a una soglia di 10.000 euro, accresciuta di 5.000 euro per ogni componente successivo al primo e fino ad un massimo di 20.000 euro.

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Il decreto Maggio del governo Conte (La Stampa, 7 maggio 2020)

Nel decreto Maggio ci sarà anche un’indennità fino a 600 euro per colf e badanti se l’orario è calato:

Per i lavoratori domestici, rimasti esclusi dalle precedenti misure di sostegno, scatterà una specifica indennità nel caso vi sia stata una riduzione dell’orario di lavoro di almeno il 25 per cento. La somma è di 400 euro nel caso di contratto di lavoro fino a 20 ore settimanali e di 600 euro nel caso di durata superiore. Sono escluse colf e badanti conviventi con il datore di lavoro, così come coloro che hanno un reddito da pensione o da diverso rapporto di lavoro dipendente.

Infine, il bonus baby sitter:

Il contributo per le baby sitter e per le famiglie che devono affrontare la quarantena con le scuole chiuse, sarà portato da 600 euro a 1.200 euro. Chi ha già usufruito dei primi 600 euro, tuttavia, potrà spendere per i voucher soltanto altri 600 euro. Per medici e infermieri, le due categorie maggiormente impegnate a fronteggiare l’emergenza sanitaria legata alla pandemia, il contributo sarà di 2.000 euro, raddoppiando i mille euro stabiliti con il decreto di marzo.

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