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Virginia Raggi vi ha fregato pure sulla spiaggia sul Tevere

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Vi ricordate? Era il 14 dicembre 2017 e Virginia Raggi sulla sua pagina Facebook annunciava la spiaggia sul Tevere insieme alla sempre attiva Pinuccia Montanari:

Con campi sportivi, aree gioco per i bimbi e altre dedicate agli animali, percorsi sulla banchina immersi nel verde. La prossima estate i cittadini e i turisti potranno riappropriarsi di un tratto del fiume. Potranno tornare a viverlo.

Abbiamo presentato il progetto che interesserà un’area di 10mila metri quadrati sotto Ponte Marconi, per la quale abbiamo già richiesto una concessione di lunga durata alla Regione Lazio.

Ebbene, sappiate che per quest’anno (non cambiare / stessa spiaggia / stesso mare) della spiaggia sul Tevere non se ne farà nulla. Di ciambelle e materassini all’angolo tra viale Marconi e Lungotevere Dante non c’è nessuna traccia. Ma soprattutto, racconta il Corriere della Sera, al primo luglio non c’è traccia di bandi in corso per l’assegnazione delle eventuali concessioni balneari. E del resto, anche se le gare fossero di prossima uscita, servirebbero almeno due mesi per l’attribuzione: ergo, la spiaggia sì, ma per l’ottobrata romana, non per l’estate.

L’area sì, è stata sfalciata un paio di volte negli ultimi due mesi e il lavoro ha fatto riemergere pure le tracce dei cingolati alle prese, in autunno, con lo sbanco di terra che ha segnato l’avvio del progetto, nato per «consentire ai romani di rivivere un rapporto con il fiume»,  aveva detto la sindaca. Ma questo è tutto, il panorama e le frequentazioni non sono cambiati di una virgola in sei mesi di gestazione da parte del Campidoglio. Di giorno il viavai dalle baracche poste sulle sponde è continuo, impossibile censire gli abitanti o praticare lo sgombero visto che la baraccopoli risorge dalla sera alla mattina.

Mentre l’acqua del fiume soffre per i continui rifiuti sversati: discariche di elettrodomestici, materassi, sacchetti di immondizia, bici del bike sharing, pure lastre di amianto sono state avvistate galleggiare in quel tratto di Tevere. E di notte la zona resta avvolta nell’oscurità, nessun lampioncino come nei tanti locali sui Naviglio sulla Senna, solo un habitat perfetto per migliaia di ratti e per il malaffare umano, tra prostituzione, spaccio e consumo di eroina.

Ma non c’è mica da essere tanto arrabbiati per questo. Pensate che quando invece le cose questa amministrazione le fa, finisce come al viadotto della Magliana. Non è meglio se si dimentica?

Leggi sull’argomento: Virginia Raggi presenta: la spiaggia sul Tevere (nel 2018)