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Quando si va a votare

@neXt quotidiano|

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È una crisi al buio quella che si è aperta ufficialmente ieri in Senato con le comunicazioni di Giuseppe Conte, alle quali hanno fatto seguito le dimissioni del presidente del Consiglio. Una crisi che non ha una soluzione praticabile a breve, anche se le possibilità di un governo PD-M5S sembrano essere maggiori via via che si dipana la matassa. Per questo torna anche d’attualità la possibilità che si vada a votare in tempi più o meno brevi, ovvero tutt’al più nell’arco dei prossimi quattro mesi. La palla adesso ce l’ha Mattarella. E, spiega il Messaggero, intende ottenere, il Presidente, prima possibile la soluzione. In un senso o nell’altro. La nascita di un esecutivo di legislatura, serio e alto, tra 5 Stelle, Pd, Leu e +Europa. Oppure le elezioni il 27 ottobre, o al più tardi e controvoglia, il 3 novembre: la sessione di bilancio in quella data sarebbe già ampiamente cominciata.

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Quando si va a votare (Il Messaggero, 21 agosto 2019)

Dopo il primo giro di consultazioni, il Presidente darà a 5Stelle e Pd venerdì e il week end per chiarirsi le idee e tornare al Quirinale con una proposta seria, credibile, duratura di un governo politico. Poi lunedì, al massimo martedì,tirerà le somme: se la volontà di Zingaretti e Di Maio di fare l’esecutivo di legislatura sarà chiara e certificata, darà l’incarico alla personalità che i due leader gli avranno proposto. Altrimenti, elezioni al più presto.

Si cambia quindi rispetto alla tarantella del 2018 che dopo il voto portò a mesi di trattative nascoste tra i partiti in attesa della firma sul contratto che ha legato per ben 14 mesi il MoVimento 5 Stelle e la Lega. Spiega Repubblica:

Le opzioni realistiche sul tavolo sono due. Un governo imperniato sull’asse Pd-M5S, che comprenda anche Leu e gli autonomisti, che sappia esprimere un premier credibile in grado di reggere il peso della legislatura. Oppure non resta che andare a votare. Non sembrano esserci al momento altre alternative. E la necessità di procedere con una certa fretta. Anche perché le scadenze di bilancio incombono. La manovra va presentata a Bruxelles entro il 15 ottobre. e va approvata entro il 31 dicembre. Soprattutto al Colle vogliono evitare che la crisi si trascini troppo, e che si crei un effetto palude, che possa esporre l’Italia alle intemperie dei mercati.

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Quando si va a votare (Corriere della Sera, 21 agosto 2019)

La messa in sicurezza dei conti è sempre stata in cima alle preoccupazioni del Presidente. E stavolta non è come nella primavera del 2018, quando, dopo il voto, l’incertezza si trascinò per tre mesi, prima del varo del governo gialloverde. Stavolta di tempo ce n’è poco. E quindi Mattarella si aspetta sin da domani un percorso, in altre parole vuol capire se esistono le condizioni per un governo solido. Se sì, concederà a Luigi Di Maio e a Nicola Zingaretti un paio di giorni per concretizzare la propria idea. Dovranno esprimere un nome come premier al massimo per lunedì, e a cui il Capo dello Stato affiderebbe un incarico per provare a formare un esecutivo.

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