Fact checking

Quando Donald Trump era pacifista

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Donald Trump ha ordinato un attacco missilistico contro la base dell’aviazione militare siriana di Shayrat, l’aeroporto dal quale sarebbero partiti i bombardieri che martedì 4 aprile alle 6 di mattina hanno colpito la città Khan Sheikhun,nella provincia di Idlib. Nell’attacco di martedì sono rimaste uccise cento persone, tra loro diversi bambini, che secondo la UE e l’ONU sarebbero morte a causa di un attacco chimico nel quale è stato presumibilmente utilizzato il gas Sarin.
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Quando Donald Trump non voleva che Obama bombardasse la Siria

Il governo siriano di Bashar al-Assad e le forze militari russe – che sono impegnate in Siria a sostegno del Presidente – hanno negato ogni addebito dicendo che non sono state utilizzate armi chimiche e che la responsabilità è dei ribelli che controllano Khan Sheikhun. Secondo i russi l’aviazione siriana ha sì colpito la città ma l’obiettivo era un deposito di armamenti dove era stoccato il Sarin. Il che è strano per due motivi: il primo è che i russi sostengono che l’attacco siriano è avvenuto sei ore dopo (alle 11:30 ora locale) rispetto a quanto riportato (ovvero intorno alle sei del mattino) ed in secondo luogo il Sarin generalmente non viene stoccato per essere “pronto all’uso” ma i due componenti (chiamati precursori) vengono tenuti separati fino al momento in cui deve essere utilizzato. Sono stati probabilmente questi i motivi che hanno spinto Trump ad ordinare l’attacco contro la base di Shayrat. C’era però un tempo in cui Donald Trump aveva tutt’altre idee circa l’eventualità di un intervento militare in Siria. Prima di chiudere le porte ai siriani e bombardare la base militare infatti Trump (e con lui i suoi corifei europei) aveva a lungo criticato la possibilità di un intervento in Siria.
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Appena un giorno dopo il sovranista Matteo Salvini si allineava con Trump con questa uscita su Twitter, perché l’importante per un nazionalista come Salvini è sempre avere un’idea originale. Curiosamente Salvini – che per un certo periodo ha fatto finta che nessuno bombardasse le postazioni dell’ISIS in Siria – poi è diventato un fervente sostenitore dell’intervento militare in Siria, ma solo dopo che Putin ha mobilitato le sue truppe (notoriamente buone) contro l’ISIS.
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Era il 2013 e Assad stava per superare la “linea rossa” oltre la quale l’allora Presidente Obama aveva annunciato gravi conseguenze per il regime. Trump però twittava che gli USA dovevano “starsene fuori dalla Siria” perché i cosiddetti ribelli erano pericolosi quanto il regime di Assad. Una tesi che curiosamente è la stessa di molti cauti pacifisti nostrani che non credono che Assad possa essere così pericoloso.
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In realtà Assad ha già dato prova di non aver alcun interesse per le vite dei cittadini siriani. Dall’inizio della guerra la strategia militare di Assad è sempre stata quella di rendere impossibile la vita di coloro che vivono nelle aree sotto il controllo dei ribelli. Le tattiche adottate da Assad comprendono anche l’uso di armi chimiche (sono stati eseguiti almeno otto attacchi con armi chimiche su Aleppo verso la fine del 2013) ed esecuzioni di massa. Con l’aiuto dei russi inoltre Assad ha sistematicamente bombardato ospedali e colpito convogli di aiuti umanitari. Tutto questo però non rappresentava un problema per Trump che fino a questa notte ha sempre sostenuto che non fosse necessario, utile o auspicabile intervenire in Siria.
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Per Trump Hillary Clinton avrebbe scatenato la Terza Guerra Mondiale

In diverse occasioni Trump ha “consigliato” Obama di non attaccare la Siria perché gli Stati Uniti non avevano nulla da guadagnarci e tutto da perdere. Trump ha mantenuto questo stesso registro anche durante la campagna elettorale per le Presidenziali. Il candidato Presidente dei repubblicani infatti si presentava all’elettorato come l’uomo che avrebbe evitato la Terza Guerra Mondiale. In questa intervista alla Reuters Trump dice che Hillary Clinton è una guerrafondaia che il suo atteggiamento nei confronti della questione siriana avrebbe potuto compromettere seriamente le relazioni con la Russia (che è apertamente schierata con Assad). Curiosamente nella base militare bombardata oggi dagli USA pare fossero presenti anche militari russi. Forse è per questo che Beppe Grillo ha salutato con un certo entusiasmo l’elezione di Trump alla Casa Bianca spiegando che “la presenza di due leader come Trump e Putin predisposti al dialogo apre a scenari di pace e distensione”. In queste ore di pace e di distensione non se ne vede molta perché dopo l’intervento americano in Siria la Russia ha protestato veementemente e l’Iran (che sostiene Assad) non ha gradito il rinnovato impegno degli USA in quello che sta diventando il cortile di casa loro.
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La decisione di Trump di agire in maniera diametralmente opposta rispetto a quanto aveva predicato in questi anni però gli ha già attirato le critiche dei sostenitori dell’estrema destra USA che vorrebbero che il Presidente mettesse  davvero in pratica quel Make America Great Again senza però dover dire Syria First e mettere così in secondo piano il Paese. All’interno della cosiddetta alt-right c’è già chi accusa Trump di essere un pupazzo della Clinton (e non di Putin) visto l’ex-segretario di Stato di Obama aveva reagito alla notizia dell’attacco con il gas a Khan Sheikhun chiedendo un intervento deciso contro Assad.
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E anche in Italia Manlio Di Stefano, l’esperto di politica estera del MoVimento 5 Stelle ci tiene a spiegarci che negli USA comandano le lobby della guerra e del petrolio e  non i Presidenti. Fino a ieri però sembrava che Trump le avesse sconfitte tanto che all’indomani dell’elezione Grillo dichiarò: «È pazzesco. Questa è la deflagrazione di un’epoca. È l’apocalisse dell’informazione, della Tv, dei grandi giornali, degli intellettuali, dei giornalisti. Questo è un VAFFANCULO generale. Trump ha fatto un VDay pazzesco» spiegando che la vittoria di Trump era la vittoria del Popolo contro le lobby. Ora Di Stefano ci spiega che Trump sta agendo senza il mandato dell’ONU e della NATO e quindi violando ogni legge internazionale. Non che la Russia abbia un mandato dell’ONU quando bombarda le città “ribelli” in Siria, ma dal momento che l’intervento di quel benefattore di Putin è stato richiesto da Assad e dal momento che non si sa ancora se Assad è un dittatore allora va tutto bene. Non risulta che Putin abbia chiesto ai siriani di esprimersi democraticamente su Assad prima di mandare le sue truppe. Di Stefano è preoccupato che l’intervento di Trump possa scatenare una guerra mondiale, ma con chi? Con la Russia? Stando a come ne parlano i 5 Stelle non sembra che Putin sia un guerrafondaio, anzi è una persona “predisposta al dialogo” e possiamo stare sicuro che farà pace con gli USA il prima possibile. Nel frattempo sarebbe carino che Di Stefano condannasse il bombardamento siriano che ha provocato la morte di cento civili nella provincia di Idlib, che sia stato usato il gas o meno bombardare la popolazione civile non è mai giustificabile.