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Putin ha riconosciuto le repubbliche separatiste di Donetsk e Luhansk nel Donbass ucraino

Il presidente russo Vladimir Putin ha dato seguito alle richieste della Duma annunciando di voler riconoscere unilateralmente le repubbliche separatiste di Donetsk e Luhansk nel Donbass ucraino

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Dopo una domenica di tensioni crescenti, a fare una nuova mossa sulla delicata scacchiera posta al confine tra Russia e Ucraina è Vladimir Putin. Dal Cremlino, il presidente russo ha parlato alla nazione e ha annunciato il riconoscimento dell’indipendenza delle repubbliche di Donetsk e Luhansk nell’area del Donbass. Una decisione anticipata in un colloquio telefonico avvenuto in giornata con il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz, che hanno espresso “delusione” per questo sviluppo. In particolare quest’ultimo aveva avvertito Putin che una mossa in quel senso sarebbe stata “in netta contraddizione” con il piano di pace di Minsk siglato nel 2015, “una rottura unilaterale” degli accordi.

Putin ha riconosciuto le repubbliche separatiste di Donetsk e Luhansk nel Donbass ucraino

“Vladimir Putin ha informato Scholz e Macron dei risultati dell’incontro allargato del Consiglio di sicurezza russo – riferisce il Cremlino – che ha valutato l’attuale situazione sul Donbass, nel contesto della decisione della Duma sul riconoscimento di Donetsk e Luhansk”, dopo gli appelli dei leader delle due Repubbliche “in relazione all’aggressione militare delle autorità ucraine, i bombardamenti massicci del Donbass, a causa dei quali la popolazione civile sta soffrendo”.

La reazione dell’Unione europea alle parole di Putin

L’Alto Rappresentante dell’Unione europea Josep Borrell ha fatto sapere in conferenza stampa a Bruxelles al termine del Consiglio Affari Esteri che “certamente se ci sarà annessione ci saranno sanzioni, se ci sarà il riconoscimento metterò le sanzioni sul tavolo e i ministri decideranno”. Per approvarle serve l’unanimità, ma “finora – ha assicurato Borrell – c’è una forte unità tra gli Stati su questa questione”. “In Ucraina – ha proseguito l’Alto Rappresentante Ue – la Russia ha creato la più grande minaccia alla pace e alla stabilità in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale. Siamo ad un bivio critico: tutto quello in cui crediamo, le regole internazionali, i principi di progresso raggiunti dopo la fine della Guerra Fredda, tutto questo viene messo in discussione”. Il presidente francese Emmanuel Macron ha intanto convocato per stasera una riunione d’urgenza sulla sicurezza nazionale dedicata agli ultimi sviluppi della crisi.

Anche gli Stati Uniti provano a correre ai ripari. Putin e Biden hanno accettato di incontrarsi, ma il summit “si potrà tenere solo se la Russia non invaderà l’Ucraina”. Intanto il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, e il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, si vedranno per un faccia a faccia il 24 febbraio.