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Salta la sospensione delle tasse per gli sfollati del Ponte Morandi

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Il DL Semplificazioni è stato “normalizzato” ieri dalla maggioranza Lega-M5S dopo i rilievi di Mattarella, il quale ha notato che fare un decreto legge con 20 articoli e ritrovarselo modificato con 82 articoli in Parlamento è in effetti un po’ esagerato. Sono sparite le norme che prevedevano il carcere per chi si opponeva agli abbattimenti di ulivi affetti da xylella, come voleva Beppe Grillo, ma anche il blocco fino al 2 dicembre delle tasse per le zone di Genova colpite dal crollo del Ponte Morandi. I cittadini e le imprese che già lamentavano la mancata esenzione dall’Imu e dalla Tari ora, a causa della gestione del decreto semplificazione e del tentativo di infarcirlo di norme non omogenee, si trovano un nuovo peso. Mimma Certo, una delle anime del comitato degli sfollati del Ponte Morandi di Genova, racconta tutta la sua rabbia a Repubblica:

Come vi colpisce questo flop del decreto?
«Lo stiamo studiando a dire il vero, la notizia ci ha colti di sorpresa. Di certo sappiamo che non siamo mai stati esentati da Tari o Imu e che gli indennizzi in arrivo ci faranno schizzare in alto l’Isee. È una vicenda che non ha né capo né coda. Il problema comunque sarà soprattutto della zona del ponte e delle sue attività commerciali. Dispiace molto perché Matteo Salvini qui è venuto e ha visto la situazione, Danilo Toninelli anche, solo Luigi Di Maio no. Comunque, li abbiamo ricevuti volentieri, abbiamo fatto presenti le nostre problematiche…».

Ma?
«Queste leggerezze, non so se se ne rendono conto, significano dare addosso a una città che cerca di rialzarsi».

Ma voi come sfollati non siete soddisfatti in generale degli indennizzi che state comunque ricevendo in questi giorni?
«Certo che lo siamo, in una scala da uno a dieci direi anche nove. Ma noi abbiamo un rapporto diretto con la struttura commissariale guidata dal sindaco Marco Bucci. E lui, anche se è di destra, battaglia ogni giorno con il governo. Mi ricordo che ce lo venne a dire Pierluigi Bersani, “guardate che dovrà litigare in continuazione con Roma”. Viviamo una sorta di dualismo: le istituzioni del territorio ci sono vicine, non siamo soddisfatti invece del governo».

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