Politica

Beppe Grillo, Pinuccia Montanari e il complotto dell'aiuola secca a Piazza Venezia

Un tempo c’era l’assessora all’ambiente Paola Muraro a mettere in testa i complotti sui frigoriferi alla sindaca Virginia Raggi. Ora si potrebbe cominciare a pensare che ci sia qualcosa di strano nell’acqua dell’assessorato visto che la sua successora Pinuccia Montanari, come racconta oggi Simone Canettieri sul Messaggero, è andata a evocare improbabili complotti contro di lei con Beppe Grillo. Che ovviamente gli ha creduto, visto che se si dà la colpa a presunti complotti si nasconde la sicura inettitudine della povera vittima che li subisce. Ma sentite cosa ha preso il posto dei frigoriferi nell’immaginario collettivo del Campidoglio:

È «la Pinuccia» a iniziare a sfogarsi con il Capo. I due si conobbero nel 1992 agli appuntamenti del giudice ambientalista Amedeo Postiglione. Sono amici da 25 anni. E così Montanari parla in libertà: si lamenta dei troppi dirigenti comunali, «vicini al Pd», che remano contro, che fanno i dispetti, che sabotano. L’assessore all’Ambiente, con il suo fare spiccio e la lingua veloce da chi è nato a Reggio Emilia, porta due esempi: il pasticcio con la zanzara tigre e soprattutto una piccola storia, quella dell’aiuola di piazza Venezia, bruciata dal sole questa estate.

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L’aiuola secca di Piazza Venezia (foto da: Il Messaggero, 11 agosto 2017)

Un’immagine girata poi su tutti i siti internet come simbolo dell’incuria grillina. «Ma ti pare? Sono mancata due giorni a Ferragosto e al ritorno mi sono ritrovata questa sorpresa». «Beppe», con il quale Montanari condivide un’ignota passione per la teologia, annuisce. La rincuora, le dice di andare avanti, che punta molto, tanto, su di lei. […] Non è un caso dunque che fuori dal Forum, Grillo dia in escandescenze. E nella foga si lamenti appunto «delle trappole», tanto che «dovremmo fare un assessore alle trappole». Il leader del M5S attacca: «Ci sono dirigenti che lavorano per i partiti e non per il bene comune: andate a vedere che lavoro stiamo facendo in Ama (l’azenda dei rifiuti-ndr)».

Ora, a parte che sarebbe bello sapere da Grillo chi sono i dirigenti PD che in AMA ostacolano il lavoro della brava assessora: nomi e cognomi, senza insinuazioni perché a urlare al complotto ma senza prove sono bravi tutti, e a parte che è stata la decisione di procedere alla disinfestazione contro le sole larve a costringere il comune oggi a una disinfestazione completa, concentriamoci sull’aiuola secca di Piazza Venezia. A sollevare il problema dell’aiuola sui giornali è stato Il Messaggero l’11 agosto scorso con questo articolo (l’11 agosto è PRIMA di ferragosto…). La pagina Facebook Roma fa schifo ha però segnalato all’epoca che una foto su Google Maps che risale al giugno 2016 (ovvero, a quando la Giunta Raggi era appena stata nominata) mostra l’erba dell’aiuola così:
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Sembra quindi evidente che la situazione è peggiorata nell’arco di tempo che va da giugno 2016 ad oggi. Anche perché l’erba non si secca in due giorni (nei “due giorni” che la Montanari “è mancata”, casualmente “a Ferragosto”: lei non era mica in vacanza, no, “è mancata”; come la Baldassarre in ferie mentre si sgomberava via Curtatone) a meno che l’assessora non voglia farci credere che nottetempo, con la piazza illuminata visto che quello è un punto nevralgico del turismo romano, qualche dirigente del PD di AMA (ipotizziamo) non abbia versato qualche misterioso liquido per far seccare istantaneamente l’erba mentre l’assessora era in vacanza – pardon, “mancava”. Ora quindi le cose sono due: o l’assessora in realtà è in vacanza da molti mesi (il tempo che ci vuole per far seccare l’erba, oltre all’incuria) oppure la Montanari sta raccontando una balla per salvare la faccia. Beppe le crede, certo. I romani, no.
Foto copertina da: Roma fa schifo