Politica

Perché Salvini tifa inceneritori

Il Fatto Quotidiano accusa il ministro di conflitto d’interessi. Al centro le mire di A2A su un termovalorizzatore a Napoli

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C’è A2A dietro Salvini e gli inceneritori? Vincenzo Iurillo sul Fatto Quotidiano accusa il leader leghista di conflitto d’interessi per la polemica sui termovalorizzatori che da qualche giorno sta movimentando le giornate della maggioranza. Dietro l’accusa non c’è il possesso da parte di Salvini di azioni della municipalizzata milanese (ne detiene 3200, ai valori di oggi il pacchetto vale poco più di cinquemila euro) ma le mire di A2A su un ipotetivo impianto a Napoli:

Lo ricorda l’ex governatore azzurro della Campania Stefano Caldoro in un lungo post con il quale risponde alle critiche di Salvini sull’immobilismo degli amministratori locali. E spiega, dal suo punto di vista, perché durante la sua presidenza, dal 2010 al 2015, a Napoli e Salerno i progetti si sono bloccati (“per l’opposizione dei due sindaci, Luigi de Magistris e Vincenzo De Luca”), e quindi a Napoli non si è andati oltre la fase “di dialogo competitivo con la disponibilità a realizzazione l’impianto da parte dell’impresa A2a”.

Le preoccupazioni di Salvini sullo scoppio di una nuova emergenza rifiuti – a gennaio si fermerà una linea di Acerra -potrebbero esplodere a settembre 2019, quando l’impianto che brucia 800mila tonnellate annue di materiale potrebbe fermarsi interamente per una manutenzione straordinaria. DIVISI sugli inceneritori non previsti nel contratto di governo (“Ormai c’è un sistema di termovalorizzatori sicuri”, insiste il ministro dell’Inter no), Salvini si lanciano segnali di pace su un altro tema che spesso viene confuso con il primo, quello della “Terra dei Fuochi”, i roghi tossici.

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La mappa dei termovalorizzatori in Italia (Il Sole 24 Ore, 17 novembre 2018)

Oggi il premier Conte e sette ministri si raduneranno a Caserta per firmare un protocollo di intesa per azioni urgenti contro i roghi. “Il Governo del cambiamento –attacca Conte su Facebook – dichiara guerra a mala gestione e traffici illeciti che per troppi anni hanno devastato un territorio meraviglioso”. Conte sta pensando di utilizzare l’esercito per presidiare i territori dove sono più frequenti gli incendi velenosi. Luoghi che tutti sanno ma che vanno in fumo periodicamente lo stesso.

Repubblica intanto ci spiega che il MoVimento 5 Stelle è contrario all’impianto di compostaggio che dovrebbe sorgere per i rifiuti di Napoli:

«Il centro compostaggio rifiuti non s’ha da fare» è il messaggio rilanciato dal plenipopotenziario del capo M5S a Pomigliano. Erano i primi di novembre, quando il sindaco della cittadina, Raffaele Russo, di Fi, ha dato il via alla gara internazionale e chiuso i primi lavori preliminari, con la messa in sicurezza dei terreni individuati, compresi alcuni cavi dell’alta tensione trattati dal gruppo Terna. Costo complessivo 11 milioni di euro già impegnati dalla Regione, tipologia di trattamento: aerobico.

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Come funzionano i rifiuti in Campania (Il Messaggero, 19 novembre 2018)

Secondo il sindaco Russo, «sarà un impianto a totale garanzia della salute pubblica: andremo anche nelle scuole a fare incontri con grandi e piccoli per diffondere una corretta educazione alla gestione dei rifiuti». Ma i pentastellati non sentono ragioni. «Faccio una solenne promessa – ha tuonato De Falco, anche su Fb – Tra 17 mesi ci prenderemo il Comune e non se ne farà nulla, avranno sperperato altro denaro pubblico. Non permetteremo che si faccia questa megadiscarica», è l’impegno. Posizione che è riuscita a fare infuriare non solo i berlusconiani, ma anche esponenti storici della sinistra.

Leggi sull’argomento: Quanto ci costa la guerra tra Salvini e Di Maio sugli inceneritori