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Perché Fabrizio Corona torna in carcere

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In molti lo avevano pensato, Selvaggia Lucarelli l’aveva scritto sul Fatto Quotidiano il 9 marzo 2018: «a quindici giorni dal suo rilascio, Fabrizio si sia già impegnato con rara diligenza per tornare in carcere». Qualche mese fa, scrive oggi la giornalista del Fatto su Facebook, la Lucarelli è stata querelata da Fabrizio Corona per aver scritto che continuava a violare le regole dell’affidamento. Oggi Fabrizio Corona è tornato in carcere, a poco più di un anno di distanza dall’affidamento in prova concessogli il 22 febbraio dell’anno scorso.

Fabrizio Corona, il carcere non perdona

La ragione? Corona avrebbe violato in numerose occasioni negli ultimi mesi le disposizioni che gli aveva imposto il tribunale di sorveglianza. Sarà ora il tribunale a decidere se revocare o meno l’affidamento terapeutico (per curare una dipendenza psicologica dalla cocaina) del quale Corona usufruisce da poco più di un anno. Affidamento che per ora è sospeso. La lista delle violazioni è lunga. Il magistrato di sorveglianza Simone Luerti – che già aveva diffidato Corona dall’allontanarsi dalla Lombardia fino al trenta marzo – contesta al “re dei paparazzi” – di essersi recato a Udine a gennaio senza autorizzazione (che era invece per una attività in provincia di Vicenza), di essersi fatto riprendere da una telecamera di fronte a San Vittore (violazione accertata dalla stessa Polizia Penitenziaria di San Vittore) e non ultimo il “servizio d’inchiesta” realizzato per Non è l’arena al cosiddetto boschetto della droga di Rogoredo.

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Proprio a partire da quest’ultimo episodio la Procura di Milano aveva presentato al Tribunale di sorveglianza una nuova istanza di revoca dell’affidamento terapeutico. In base alle disposizioni che gli hanno consentito di uscire dal carcere Corona non dovrebbe frequentare pregiudicati, ha l’obbligo di rientrare a casa entro le 23:30 e visto che si tratta di affidamento terapeutico per curare una dipendenza da cocaina ha il divieto di frequentare tossicodipendenti. Cosa che ha fatto invece con “l’inchiesta” dal boschetto di Rogoredo durante la quale oltre ad aver incontrato spacciatori e tossicodipendenti ha anche finto di acquistare della droga.

Perché Corona è finito in carcere?

Quattro giorni fa Corona scriveva su Instagram «canterò la libertà, solo chi ha vissuto può farlo». Secondo il magistrato – si legge sul Corriere – Corona avrebbe commesso una serie di clamorose violazioni delle disposizioni del tribunale di Sorveglianza «colpevole ed eccessiva superficialità». Parole che quasi sembrano essere le stesse di chi faceva notare le continue provocazioni e “sfide” di Corona allo stesso sistema che lo aveva rimesso in libertà.

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Da maggio del 2018 Corona può usare i social per “svolgere la propria attività lavorativa”, ma nel marzo scorso aveva il divieto di utilizzarli. Eppure appena uscito dal carcere aveva subito violato le prescrizioni dell’affidamento postando sia sul suo profilo Facebook che su quello Instagram foto e video. Il tutto però non gli costò la revoca dell’affidamento, ma solo una “diffida” e appunto qualche mese dopo il giudice della Sorveglianza Simone Luerti aveva modificato alcune prescrizioni cui era soggetto.

 

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Sul numero di Chi in edicola da mercoledì 16 maggio, Fabrizio Corona parla per la prima volta della sua vicenda giudiziaria dopo due anni di silenzio e 16 mesi di carcere. «La mia è l’unica versione, quella vera. È stata solo una guerra», attacca Corona. «Io come singolo individuo contro un macigno più grande e forte di me che non voglio identificare con nessun nome altrimenti, dopo quest’intervista, ricominciamo da capo. E come me, vittima della mala giustizia, ci sono tante brave persone». Corona ricorda il 10 ottobre di due anni fa, quando fu arrestato per aver nascosto 2 milioni e 684 mila euro in un controsoffitto a casa di una sua collaboratrice. «Mi chiama il mio avvocato, Ivano Chiesa, e mi dice tre parole: “Ti devi consegnare”. Avevo due ore di tempo. Riunisco le persone care a casa di mia madre. Arrivati da mia madre, Chiesa mi ha detto che il giudice aveva deciso di sospendere l’affidamento, ma non aveva una spiegazione. Ho abbracciato forte mio figlio, avevo paura, dieci uomini sono venuti a prendermi con modi bruschi, come se fossi uno dei peggiori criminali. Tutto sotto gli occhi di mio figlio. L’ho guardato e gli ho detto: “Papà ce la farà”. Ho incrociato lo sguardo di mia madre e per la prima volta ho provato dolore. Poi ancora una voce: “Tutti fuori. Resta solo il signor Corona”. Mia madre Gabriella sviene. Mi ammanettano e mi consegnano un mandato di custodia cautelare. Il reato: intestazione fraudolenta di beni. Dopo tre ore mi ritrovo di nuovo al casellario di San Vittore. E sento ancora quel rumore: il cancello che si chiude dietro le spalle. Quel rumore è il ritorno all’inferno. Lo sanno tutti i detenuti». #fabriziocorona #story continua…

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E sì che quando era stato scarcerato il 21 febbraio 2018 il magistrato aveva inizialmente stabilito che il fotografo poteva uscire di casa unicamente per recarsi nella comunità per “la prosecuzione di un programma di disintossicazione fisica e psicologica”, lontano dal suo “lavoro e dal suo ambiente”, entrambi “incompatibili con le esigenze trattamentali e terapeutiche”. Ad un anno di distanza le maglie si sono allargate e Corona frequenta abitualmente il “suo ambiente”: la televisione, le riviste di gossip, i reality show (ad esempio all’Isola dei Famosi è tornato a fare il suo vecchio lavoro con la “bomba” del tradimento della moglie di Fogli). Qualcosa non torna: o si dice che l’ambiente lavorativo di Corona è pericoloso per lui, oppure no. Tutte e due le cose assieme non è possibile.

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A margine vale la pena di ricordare per sommi capi le vicende che hanno portato Corona in carcere (e non è nemmeno la prima volta che gli viene sospeso l’affidamento). Corona è  stato condannato per “Vallettopoli” ad 1 anno e cinque mesi per tentata estorsione a Francesco Coco e Adriano e cinque anni per estorsione aggravata e trattamento illecito di dati personali nel caso Trezeguet. Successivamente alla condanna Corona ha tentato la fuga all’estero rifugiandosi in Portogallo. Oltre alle decine di sanzioni per infrazioni al codice della strada, c’è il tentativo di spendere (in diverse occasioni) banconote false (un anno e sei mesi) e la detenzione di un’arma da fuoco reato per il quale viene condannato in appello (manca ancora il terzo grado di giudizio) a cinque mesi e 20 giorni di carcere. Ci sono poi la condanna ad un anno di carcere per evasione fiscale (488.205 euro relativi al periodo d’imposta 2004); quella ad un anno e quattro mesi per aver corrotto (tramite il suo avvocato) un agente di polizia penitenziaria al fine di poter fare il famoso servizio “dal carcere” che gli fruttò ventimila euro. Ed infine la condanna condannato a tre anni e 10 mesi per bancarotta fraudolenta e frode fiscale.

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