Politica

Il patto Renzi-Di Maio sul fisco

I plenipotenziari dei due leader stringono su Conte e Gualtieri: il governo è nato per bloccare l’aumento, non faremo regali a Salvini

luigi di maio matteo renzi m5s

C’è un patto tra Renzi e Di Maio per fermare gli aumenti selettivi dell’IVA che il governo sta preparando e che il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha ipotizzato ieri. Carlo Bertini su La Stampa racconta lo strano asse tra MoVimento 5 Stelle e Italia Viva per fermare Conte:

Lo stop di Renzi e compagni va in onda per bocca di Ettore Rosato non appena partono le bordate delle azzurre Gelmini e Carfagna contro chi finanzia il reddito di cittadinanza facendo crescere l’Iva. «Siamo Italia Viva non Italia Iva. Non aumentarla è un impegno che spetta a tutti mantenere. Noi su questo non faremo sconti». L’altolà istituzionale si consuma in nottata nel vertice a Palazzo Chigi, dove Conte e Gualtieri si sentono rispondere «giammai» dalle due plenipotenziarie di Renzi e Di Maio sui terreni economici, il ministro Bellanova e il sottosegretario al Mef, Laura Castelli: spalleggiata dal sottosegretario alla Presidenza Riccardo Fraccaro.

Ma la novità stavolta è che si crea di fatto il primo accordo di merito tra Renzi e Di Maio dopo anni di sciabolate reciproche. E su un tema sensibilissimo, come il fisco e l’innalzamento, se pur parziale e se pur contenuto, dell’Iva. Ritenuto da Renzi un’arma contro il governo caricata a pallettoni e consegnata nelle mani di Salvini. Un boomerang insomma.

renzi di maio di battista
Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista a margine della festa del movimento cinque stelle al Circo Massimo, Roma, 12 ottobre 2014.
ANSA/ANGELO CARCONI

«Cosa altro dovremmo regalare a Salvini?», sospira un colonnello dell’ex premier. Renzi lo dice chiaro e tondo senza mezzi termini intervistato dal Foglio. «Il nostro obiettivo è questo, noi abbiamo fatto un partito No Tax. Oggi non comando più io. Ma quello che potremo fare per evitare l’aumento delle tasse lo faremo». Governo avvisato, mezzo salvato. Anche perché pur senza essersi sentiti, Renzi e Di Maio procedono di conserva.

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