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Gianluigi Paragone e Di Maio pupazzo nelle mani di qualcun altro

paragone gruber bilderberg otto e mezzo - 3

Secondo le regole del MoVimento 5 Stelle Gianluigi Bombatomica Paragone dovrebbe essere espulso insieme a Ciampolillo perché non ha votato la fiducia al Conte Bis. Invece, siccome tutti gli uomini sono uguali ma qualcuno è più uguale degli altri, per i due simpaticoni non è stata ancora aperta la procedura che ha fatto cacciare uno come De Falco perché protestava per l’inumanità grillina alleata di Salvini. E il senatore oggi rincara la dose in un’intervista al Corriere dove, parlando del patto civico per l’Umbria annunciato ieri, sostiene che «la mossa non è di Di Maio, il gioco non è più nelle sue mani. Il problema è che quando non hai più voce, chiedi anche agli altri di cantare in playback».

«Il Movimento ormai è scisso. C’è quello che vive dentro al palazzo e vive in uno stato di ipnosi, poi ci sono i militanti che sono stati educati con un glossario forte e sono smarriti».

Il passo in Umbria sembra il viatico verso alleanze alle Regionali?
«Guardi, non so se andrà come ipotizza lei: ogni vicenda è una storia a sé. L’Umbria è la prima elezione amministrativa con questo nuovo governo, è molto importante e cade in una Regione in cui si va anticipatamente alle urne per vicende giudiziarie. Il Movimento avrebbe fatto un certo tipo di campagna, con toni giustizialisti, che ora non può più fare: è stato costretto a un bacio mortale. Il Pd non è fesso e metterà un candidato civico, il Movimento va dietro a un copione non suo».

Già che c’è, Paragone attribuisce la svolta del MoVimento a Beppe Grillo, che fino a ieri gli piaceva un casino:

Alcuni big del Movimento nelle ultime settimane hanno auspicato un passo indietro di Di Maio come capo politico…
«Prendersela con Luigi in questo momento è troppo facile e anche inutile. Io quando dovevo dirgli qualcosa l’ho fatto. Questa partita l’ha giocata Beppe Grillo. Luigi ora ha confermato la sua squadra dentro al governo e ha fatto bene: meglio circondarsi di persone che conosce».

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Ma soprattutto, precisa che rimarrà in Parlamento e non darà le dimissioni da senatore se viene cacciato, smentendo la parola data appena un mese fa.

E lei che farà invece?
«Io continuerò a fare il rompiscatole finché mi sarà possibile. Continuerò a dire le cose con coerenza, dentro le istituzioni, nel gruppo Cinque Stelle o al Misto. Alcune partite me le voglio ancora giocare poi vedremo».

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