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Paola Muraro indagata per gli accordi con Cerroni

virginia raggi paola muraro

L’assessore all’ambiente di Roma Paola Muraro è indagata per concorso in abuso d’ufficio e concorso in reati ambientali perché i pubblici ministeri pensano che esistesse un accordo illecito tra l’ex dirigenza di AMA e il ras dei rifiuti Manlio Cerroni e la Muraro, delegata al controllo degli impianti TMB (Trattamento Meccanico Biologico) avesse con la sua mediazione contribuito a concluderlo. Per questo prima che diventasse assessora il pubblico ministero Alberto Galanti l’ha iscritta nel registro degli indagati.

Paola Muraro indagata per il TMB di Cerroni

Scrive oggi Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera che i carabinieri del Noe guidati dal generale Sergio Pascali hanno già sequestrato la documentazione nella sede dell’azienda pubblica e acquisito atti e delibere negli uffici di Provincia e Regione. Ora l’inchiesta prosegue e si concentra anche su altri filoni: la regolarità dell’incarico da oltre un milione di euro in dodici anni siglato dalla stessa Muraro e i suoi rapporti con Franco Panzironi e Giovanni Fiscon, amministratori quando sindaco era Gianni Alemanno e ora imputati nel processo di «Mafia Capitale».

Nel 2012 l’Ama sigla un contratto che la obbliga a «conferire per dieci anni» i rifiuti solidi urbani presso gli impianti di Cerroni. Il consiglio di amministrazione lo boccia, ma quella strana intesa finisce comunque all’attenzione della Procura di Roma. La copia del contratto è già nel fascicolo, così come il verbale del Cda che negò la ratifica. E adesso sarà proprio Muraro a dover chiarire chi propose di agire in quel modo e quale potesse essere il vantaggio per l’Ama. I tre filoni investigativi — coordinati dai procuratori aggiunti Paolo Ielo e Michele Prestipino — contemplano infatti la possibilità che ci fosse una vera e propria direttiva che aveva come obiettivo il coinvolgimento delle ditte di Cerroni.
Nella delega consegnata al Noe i magistrati chiedono di controllare, per ogni anno, i quantitativi di spazzatura trattati e prodotti. Il motivo è ben spiegato nell’ordinanza di custodia cautelare che nel 2014 fece finire agli arresti lo stesso Cerroni per l’accusa di traffico illecito di rifiuti e fece emergere i problemi legati agli impianti Tmb (Trattamento meccanico biologico). Il provvedimento specificava che l’allora prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro aveva mandato i carabinieri a controllare il funzionamento dei Tmb di Malagrotta accertando che «uno funzionava soltanto al 23 per cento del potenziale e l’altro al 57 per cento». Non solo. Scriveva il gip: «La cosa interessante è vedere come, dei 4 impianti, i due di proprietà dell’Ama lavorano rispettivamente al 60 per cento e a pieno regime, mentre i due di proprietà di Cerroni fino a poco tempo fa lavoravano uno al 60 per cento, mentre l’altro era spento». Ed è questa circostanza ad aver alimentato il sospetto che si fosse deciso di andare a ritmo «ridotto» proprio per favorire una vera e propria spartizione.

Ai magistrati, che potrebbero interrogarla nelle prossime ore, la Muraro dovrà invece chiarire quale fosse realmente il suo ruolo in Ama e soprattutto quali altri appalti e affari abbia seguito per conto di Panzironi e Fiscon visto che — almeno in un caso — fu delegata anche ai rapporti con Salvatore Buzzi.

Si sta come d’autunno la Muraro in assessorato

Ma il soldato Muraro potrebbe a quanto pare fare presto la fine di quelli di Ungaretti: a quanto pare nel MoVimento 5 Stelle ci sarebbe molta maretta sul suo nome. Annalisa Cuzzocrea su Repubblica spiega che in Campidoglio, nelle ultime ore, c’è chi sostiene che lo stesso Vignaroli abbia chiesto all’assessora di fare un passo indietro. Che le abbia consigliato di ritirarsi per il bene della giunta, già in terribili difficoltà. Perché se è vero che al posto di Minenna è arrivato un giudice come De Dominicis, è anche vero che il titolare all’urbanistica Paolo Berdini è considerato a un passo dal lasciare l’incarico. Danilo Toninelli – deputato molto vicino a Luigi Di Maio – la definisce una «falsa partenza», ma è certo «della buona fede del sindaco e della sua squadra. Il metodo 5 stelle non è venuto meno e se continueremo a seguirlo gli errori commessi si possono aggiustare».

paola muraro
I brogliacci delle telefonate tra Paola Muraro e Salvatore Buzzi (Corriere della Sera, 6 agosto 2016)

«Non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione ufficiale dalla Procura, nessuna notifica — dice intanto Salvatore Sciullo, legale di Muraro —. Siamo in attesa di conoscere. Prenderemo atto se così sarà, ma l’operazione verità va avanti come programmato con l’audizione in Commissione Ecomafie. La mia assistita è pronta a consegnare un dossier voluminoso e a rispondere a tutte le domande, probabilmente ci saranno elementi utili anche per la Procura per avere un quadro completo e fare immediatamente chiarezza».