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Le pagine di fake news che Facebook ha chiuso

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Facebook ha chiuso 23 pagine fan che avevano un totale di 2,5 milioni di followers dopo una segnalazione di Avaaz, una ONG che si occupa di campagne sociale. Secondo il comunicato di Avaaz le pagine chiuse da Facebook  sono esponenti di 14 network che comprendono 104 pagine e sei gruppi, per un totale di 18 milioni di followers.

Le pagine di fake news che Facebook ha chiuso

A parlarne è La Stampa che elenca anche alcune delle pagine chiuse. Tra queste c’è la pagina “Vogliamo il MoVimento 5 Stelle al Governo” e, curiosamente, la pagina Lega Salvini Premier Santa Teresa di Riva, dietro la quale secondo Avaaz c’è una storia particolare. In questa foto tratta da La Stampa la vediamo a diffondere la scena di un film spacciandola per il crimine di alcuni immigrati contro una vera vettura dei carabinieri.

Le pagine più grandi del network sono quelle di argomento politico: si tratta di “Vogliamo il MoVimento 5 Stelle al Governo”, “Beppe Grillo for president”, “Lega Salvini Sulmona”, “Noi siamo 5 Stelle”, “Lombardia a 5 Stelle” e la pagina di Adriano Valente, già conosciuto per avere una foto con Luigi Di Maio sul suo profilo e il cui nome è già comparso nel report del PD sulla galassia dei siti “non ufficiali” legati al MoVimento 5 Stelle, oltre che già noto alle cronache per aver inventato la notizia di un uomo picchiato dalle forze dell’ordine perché voleva entrare alla Leopolda. Curiosamente Valente a febbraio aveva diffuso un falso sondaggio “dall’estero” sulle elezioni di marzo 2018.

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Valente gestisce o gestiva pagine con l’utente FB Mario De Luise, che inventò la bufala della Boldrini e della Boschi al funerale di Totò Riina. Avaaz riporta anche qualche esempio di fake news condivisa da “Vogliamo il MoVimento“, come la falsa citazione attribuita allo scrittore Roberto Saviano secondo la quale avrebbe detto che avrebbe ‘preferito salvare i migranti che le vittime italiane dei terremoti'”. Frase che lo scrittore non ha mai pronunciato, ma la diffusione di questa bufala lo costrinse poi a negarne pubblicamente la paternità. Prima della cancellazione la pagina aveva raggiunto 700mila interazioni.

adriano valente

Un altro contenuto falso era la foto dell’ex primo ministro Matteo Renzi insieme al fondatore di Facebook Mark Zuckerberg: «in questo caso la pagina dichiarava che, durante un incontro, Renzi avrebbe preso accordi con Zuckerber per censurare internet. La foto è vera ma si riferiva a un anno prima e i contenuti non erano stati certo quelli descritti da “Vogliamo il movimento 5 stelle al governo”».

Le violazioni della policy e la vendita di fans

Altre pagine, come “Lega Salvini Premier Santa Teresa di Riva” e “Noi Siamo 5 stelle“, sono state chiuse per aver fatto cambi di nome ingannevoli, trasformandosi da pagine di associazioni locali i pagine a scopo politico. In particolare queste pagine avevano adottato la tecnica di cambiare il nome della pagina dopo aver raggiunto un numero di fans e followers sufficienti, che d’improvviso si vedevano “arruolati” in un partito o in una causa politica.

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La pagina della Lega era partita dal nome di un’associazione di allevatori della provincia di Messina, poi trasformata in pagina di assistenza ad allevatori e infine “convertita” alla Lega Nord. Questo è l’elenco delle altre pagine chiuse: nella prima colonna ci sono i fans e nella seconda il numero di interazioni, che raggiunge alla fine il numero di 2,4 milioni di utenti Facebook.

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“Tra le fanpage chiuse ce ne sono diverse in apparenza non politiche – ha spiegato Avaaz ad AGI – anche se venivano usate per spargere contenuti divisivi vicini all’estrema destra. Si tratta ad esempio de “I valori della vita”, che, “con oltre 1,5 milioni di followers, si presentava come generica pagina di lifestyle, ma era parte di una rete che condivideva più volte al giorno i contenuti del sito di news di disinformazione e click-baiting di destra leggilo.org”. Altre pagine erano “Un Caffé al Giorno”, “La verità ci rende liberi – Advanced  Mind” e “Mag24 Informazione indipendente”. Questo invece è l’elenco dei network di fake news o hate speech:

i network di pagine false

Molte delle pagine che sono state segnalate da Avaaz fanno da tempo parte delle liste di pagine bufala da cui tenersi lontano di siti come Butac o Bufale.net. Addirittura alcune sono citate in un report dell’AGCOM sulle fake news.