Rassegna Stampa

Sarà processato il padre che gettò dal balcone, uccidendolo, il cane del figlio dopo una discussione

L’episodio risale al mese di aprile del 2018 a Roma e ora si è deciso di andare avanti con un procedimento giudiziario

Padre uccide cane del figlio

Lo aveva portato nella sua stanza, poi lo ha preso in braccio e lanciato dal balcone del settimo piano della sua abitazione. Uccidendolo. La storia del padre che uccide il cane del figlio gettandolo dal terrazzo risale al mese di aprile di tre anni fa, ma solo oggi il pm ha formulato un’accusa ben precisa nei confronti dell’uomo che ora sarà processato per il reato di uccisione di animali.

Padre uccide cane del figlio a Roma, ora sarà processato

Il 18 aprile del 2018, come riporta il quotidiano Il Messaggero, il 47enne P.S. al culmine di una discussione con il figlio 18enne avrebbe preso il cane “Lilly”, un Jack Rusell, per poi gettarlo dal settimo piano di quella palazzina in via Garcia Lorca nel quartiere capitolino di Fonte Ostiense. Un volo fatale per la cagnolina che è morta nell’impatto con il suolo.

Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Mario Pesci, l’imputato avrebbe tolto la vita al cane, probabilmente dopo una discussione con il figlio, “con crudeltà e senza necessità, lanciando l’animale dal balcone”, si legge nel capo d’imputazione.

Per questo motivo, il padre uccide cane del figlio subirà un processo per il reato di uccisione di animali. Una crudeltà prima, durante e dopo questo efferato gesto. Perché dopo che il 18enne è corso in strada per verificare le condizioni della sua cagnolina, i vicini hanno chiamato la Polizia. All’arrivo delle forze dell’ordine, lo stesso P.S. scese in strada e rivolgendosi alle persone attorno al corpo senza vita dell’animale aveva detto: “Tutte ‘ste pagliacciate, è solo un cane. Ve sfondo tutti”.

Parole a cui seguirono i fatti. Perché l’uomo non si è limitato a cotante esternazioni, ma ha anche aggredito gli agenti di Polizia accorsi sotto la sua abitazione nel quartiere Fonte Ostiense, prendendo anche a calci l’auto di servizio. Per questi ultimi atti di violenza l’uomo è già stato condannato a 1 anno e 8 mesi. Ma ora dovrà rispondere in un aula di tribunale anche dell’accusa di uccisione di animali.