Politica

Norbert Hofer: il candidato dell'ultradestra che non vuole uscire dall'Unione Europea

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Norbert Hofer non vuole che l’Austria esca dall’Unione Europea. Il candidato del Partito delle Libertà (FPOE) alle presidenziali che si svolgeranno in ottobre dopo l’annullamento del voto che aveva visto la vittoria risicata dell’ecologista Alexander van der Bellen.

Norbert Hofer non vuole uscire dall’Unione Europea

il leader ultranazionalista, vincitore del ricorso alla Corte costituzionale austriaca per irregolarità nel ballottaggio che, il 22 maggio scorso, lo aveva visto sconfitto per poco più di 30mila voti, ha detto al giornale Die Presse (ripreso dalla BBC): «Io non sono a favore di un’uscita dell’Austria dall’Unione europea; e non capisco perché da giorni la gente pensa che io voglia uscire dall’UE». Hofer ha anche preso le distanze dalla leader del Front National Marine Le Pen, di cui non condivide, sostiene, la politica anti-UE. Il partito di Hofer pensa che la replica delle elezioni dia al suo candidato buone chances di vittoria in un ballottaggio che l’altra volta ebbe un esito risicatissimo. Gli ultimi sondaggi sembrano dare ragione a Hofer, che comunque era indicato in vantaggio anche nei poll, mentre i risultati alla fine hanno sancito un testa a testa fino all’ultimo. Ma la Brexit ha influenzato il dibattito politico degli ultimi giorni: un sondaggio Gallup su un campione di seicento austriaci ha stabilito che il 60% è contrario a un referendum e solo il 30% vorrebbe l’Oexit, ovvero l’uscita dell’Austria dall’Unione Europea. Un’altra consultazione della Austrian Society for European Politics suggerisce che soltanto il 23% degli austriaci vuole l’Oexit, e i favorevoli sono in calo di otto punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione, che risale alla fine dell’aprile scorso. Ma stiamo parlando di sondaggi su un dibattito politico che non è ancora avvenuto, all’interno di un’idea teorica che però Hofer ha dichiarato di non volere; praticamente per ora si tratta di un’ipotesi di fantapolitica. Ma c’è chi pensa che la dichiarazione di Hofer sia strumentale: una posizione più morbida sull’Europa può aiutarlo a tranquillizzare il fronte moderato allo scopo di guadagnare voti.
hofer van der bellen

La campagna elettorale in Austria…e in Ungheria

Nell’intervista a Die Press Hofer ha detto che lasciare l’UE è senza dubbio un danno per l’Austria, ma potrebbe costituire l’ultima mossa nel caso che la Turchia entrasse nell’Unione Europea o ci fosse l’intenzione di centralizzare ulteriormente i poteri a Bruxelles, spogliandone i governi nazionali. Due decisioni che l’Unione Europea non sembra avere nemmeno lontanamente la forza di prendere anche volendole, specialmente dopo la Brexit e tutto il caos che comporterà. Il presidente austriaco uscente, Heinz Fischer, che ha dato le dimissioni dopo essere rimasto in carica per dodici anni, ha criticato la decisione del Regno Unito di lasciare la UE. Il 2 ottobre, oltre che in Austria, si vota anche in Ungheria: avrà luogo infatti il referendum promosso dal premier Viktor Orban per decidere se accettare migranti giunti in altri paesi dell’Unione Europea, in base al sistema di quote deciso da Bruxelles. Sarà la prima volta in cui in Europa i cittadini saranno chiamati direttamente ad esprimersi sulle politiche dell’immigrazione, uno dei ‘pilastri’ della strategia post-Brexit emersa dopo il vertice di Berlino tra Angela Merkel, Matteo Renzi e François Hollande. Ma l’esito ungherese è talmente scontato – anche grazie alla furbizia della formulazione del quesito – che bisognerà soltanto capire quali ripercussioni alla fine avrà sui nervi tesi dell’Unione Europea.
 

L’intervista di Hofer al Corriere della Sera

Aveva in ogni caso detto cose molto simili Hofer in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera il 2 luglio scorso. L’ultranazionalista aveva detto che se venisse eletto, “qualora la Turchia dovesse entrare nell’Unione Europea, ciò non sarebbe gestibile da parte dell’Europa, e ci sarebbe una ragione fondata per domandare alla popolazione austriaca la sua volontà sulla permanenza o meno in un simile contesto. Il caso della Gran Bretagna ha dimostrato che questa Unione Europea è palesemente lontana dalle persone. Perciò sono convinto che ci sia bisogno di un rinnovamento dell’Ue in un’unione che si ricordi dei suoi valori fondanti, rivolta più verso i cittadini”, aveva dichiarato Hofer. “Un cambiamento dei trattati europei in direzione di un’ulteriore riduzione delle competenze degli Stati membri, in Austria, porterebbe automaticamente a un referendum”. Commentando poi il verdetto della corte costituzionale austriaca che aveva annullato per irregolarità il ballottaggio, Hofer era stato attentissimo nel non utilizzare la parola ‘brogli‘. “Ogni cittadino austriaco deve essere certo che la sua voce sia tenuta in giusta considerazione. Io ritengo che denunciare un’infrazione delle regole sia innanzitutto un dovere democratico”. Ora che la partita per la presidenza è riaperta, “per me, per noi, non cambierà nulla. Come ho sempre detto, non fingerò di essere qualcun altro”.