Tecnologia

New Delhi metallo beta-lattamasi: il super batterio e le 17 morti sospette negli ospedali toscani

New Delhi metallo beta-lattamasi

C’è un superbatterio che ha causato 64 infetti e 17 morti negli ospedali toscani: .si chiama New Delhi metallo beta-lattamasi, in sigla Ndm.  Mentre la Regione preferisce aspettare l’esito delle indagini epidemiologiche e parla soltanto di previsioni: «Il New Delhi porta a una mortalità del 40 per cento per chi viene infettato». La storia parte da un picco di infezioni registrato nelle corsie, soprattutto nell’area nord ovest della Toscana, quella lungo la costa che va da Massa alla Versilia e a Lucca, da Pisa a Livorno. Persino il Centro europeo di prevenzione e controllo delle malattie (Ecdc) ha pubblicato un dossier, lo scorso giugno, dopo aver ricevuto il rapporto dal ministero su quello che stava accadendo in nove ospedali toscani. Spiega oggi Repubblica:

Dalle ricerche eseguite fino ad ora risulta che nei vari reparti siano stati individuati 546 pazienti portatori sani (il germe si annida magari per anni nell’intestino di chi ha fatto uso di antibiotici e resta lì senza degenerare) e 64 invece che hanno sviluppato l’infezione. Di questi, diciassette sono deceduti, ma è al momento impossibile stabilire se la causa della morte sia proprio il New Delhi o altre patologie.

New Delhi metallo beta-lattamasi 1
Immagine da: Wikipedia

Infatti chi viene colpito è un soggetto con le difese immunitarie abbassate: anziani, trapiantati, diabetici, ustionati o pazienti sottoposti a chemioterapia. Dei 64 positivi al Ndm, 28 sono stati intercettati all’ospedale Cisanello di Pisa, il centro più grande dell’area nord ovest, con diverse terapie in tensive e con altri reparti “esposti”, 8 a Livorno, 4 a Massa e altrettanti a Viareggio. Il super batterio è stato isolato per la prima volta nel 2008 in un cittadino svedese rientrato da un viaggio in India: da allora si è diffuso più volte in Europa, ma mai coi numeri di questi mesi in Toscana. Lo ha anticipato ieri Il Tirreno.

I decessi verranno indagati con accertamenti approfonditi è stato spiegato da Carlo Tomassini, capo del dipartimento Salute in Toscana. Tutti i dati raccolti vengono già inseriti in un database, per una successiva indagine retrospettiva.

Leggi anche: Chi è l’uomo che ha preso a calci un bambino immigrato a Cosenza