La macchina del funky

Municipio XIII, due grillini lasciano

giuseppina castagnetta

Nel Municipio XIII due presidenti di commissione si dimettono e tornano a fare solo i consiglieri, mentre c’è chi ipotizza un loro passaggio al gruppo misto. Augusto Ligi e Davide Federici, a capo della commissione Lavori Pubblici e Ambiente e Trasporti, sono ai ferri corti con la minisindaca Giuseppina Castagnetta. La storia la racconta oggi Il Messaggero:

Problemi di comunicazione separano all’Aurelio la presidente del M5S, Giuseppina Castagnetta, da una parte della sua squadra di governo. La storia si ripete. Un canovaccio, quello delle lotte interne alle maggioranze pentastellate dei Municipi, che con intensità variabile- ma con puntuale tempistica – si propaga da mesi in tutta la Capitale.
Prima al Tiburtino poi a Monteverde passando per la Garbatella e arrivando adesso al quartiere che guarda San Pietro: assessori cacciati dai presidenti che li hanno scelti, minisindaci messi sotto accusa dalle diverse maggioranze, consiglieri coinvolti in conflitti d’interessi.
Giovedì scorso l’ultimo caso, scoppiato all’Aurelio.Augusto Ligi e Davide Federici, rispettivamente presidenti della commissione Lavori Pubblici e di quella Ambiente e Trasporti, hanno presentato le dimissioni irrevocabili dall’incarico. Sono tornati a essere semplici consiglieri di maggioranza ma tra i corridoi si vocifera che stiano pensando di passare al gruppo misto.

giuseppina castagnetta municipio XIII
Al Municipio XIII infatti c’erano molti contrasti da sanare tra la presidente e la maggioranza:

La decisione sarebbe stata presa dopo interminabili discussioni che i due presidenti hanno avuto nei mesi scorsi con la Castagnetta. Diversità di opinioni per la gestione delle priorità territoriali e la difficoltà di trovare una “zona franca” dove incontrarsi. Ennesima prova di come la maggioranza grillina nel XIII Municipio siapoco allenata alla diplomazia. La presidente Castagnetta, mesi fa, infatti, aveva perso l’assessore alle Politiche sociali, Nicola Ferrigni, che aveva preferito tornare alla sua cattedra di docente universitario piuttosto che continuare a discutere con lei e il suo modo di gestire il territorio.

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