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Il piano del governo per vaccinare contro il morbillo chi fa concorsi pubblici

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Prevedere come necessaria per fare i concorsi delle forze dell’ordine o dei vigili del fuoco, partecipare all’Erasmus oppure iscriversi a una società sportiva, la copertura contro morbillo, parotite e rosolia. Obbligando così a vaccinarsi tutti i nati tra il 1975 e il 2000. Queste, fa sapere oggi Repubblica, sono le misure previste dal “Piano nazionale per l’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita”. La bozza del documento sarà discussa lunedì dalla Commissione vaccini del ministero alla Salute e giovedì 14 marzo andrà alla Conferenza Stato-Regioni, che la deve approvare.

Con il piano la ministra Giulia Grillo spera di arrivare al  100% di copertura tra chi ha tra 19 e 44 anni, anche sfruttando il fatto che molti di loro sono immunizzati perché in passato hanno avuto il morbillo o fatto la vaccinazione. Si stima che restino fuori circa 2,5 milioni di cittadini in quella fasce di età. Riguardo ai nati dal 2001 in poi, si conta sugli effetti della legge sull’obbligo fatta approvare nel 2017 dall’allora ministra Beatrice Lorenzin.

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Vaccini, le coperture nel 2018 (La Repubblica, 6 marzo 2019)

C’è di più: il Piano prevede di raggiungere e mantenere il 95% del trivalente anti mpr (morbillo parotite e rosolia) nella classe di età 24 mesi e il 90% a 6 anni. Per i bambini tra, l’altro, lo stesso vaccino contrasta anche la varicella e così diventa quadrivalente. La novità è che si vuole «aumentare la copertura di adolescenti e adulti suscettibili con iniziative vaccinali supplementari». Per farlo si prevede un lavoro a tappeto. Ad esempio consegnando materiale informativo all’iscrizione del primo anno delle superiori. In più il vaccino va proposto a chi accede ai servizi sanitari per vari motivi (ricoveri, certificazioni, viaggi). In certi casi si ipotizza pure la visita a domicilio per chi non è in regola.

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