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Monica Cirinnà racconta la sua malattia e dà un consiglio a Vanitosa95

«Credo che invece di vomitare odio contro di me o altri, dovrebbe fare i conti col veleno che ha dentro e che la consuma. Dovrebbe rivolgere altrove la rabbia che cova. Trasformare il suo veleno in una medicina»

monica cirinnà telefonata di Di maio

Ieri abbiamo raccontato di come Twitter fomenti l’odio in rete e aiuti l’inciviltà consentendo a utenti come Vanitosa95 di augurare morte e malattie ad altri utenti a partire dal caso di Monica Cirinnà.

tarozzo redirect tumore cirinnà

E mentre c’è gente come il signore qui sopra che non capisce cosa sia la democrazia – il commento è apparso su Disqus qui – la Cirinnà ha rilasciato un’intervista a Repubblica per parlare della sua malattia:

Perché augurarle la malattia?
«Quella signora lo ha già fatto con Emma e con altri ancora. Con chi, come me, ha conosciuto sulla propria pelle la paura del cancro e della morte. Avevo 40 anni la prima volta. Mi ricordo tutto, la sera prima del viaggio a Milano, io e mio marito in lacrime, con lui che mi diceva io non ti lascio morire. I primi esami, la diagnosi, l’operazione al petto, le radiazioni che bruciano».

E quando torna l’incubo?
«Gli anni passano, ma continui a fare controlli e poi di nuovo, dopo nove anni, il tumore torna a farsi sentire, e di nuovo sono sotto i ferri, una nuova operazione. Adesso sono nove anni che ogni sei mesi mi faccio doppi check up e ho sempre paura, ma sono viva anche e proprio perché ho fatto prevenzione. In famiglia il cancro purtroppo è di casa: mia madre se n’è andata tre mesi fa, lo aveva al pancreas, mia nonna al petto».

Cosa direbbe alla signora?
«Credo che invece di vomitare odio contro di me o altri, dovrebbe fare i conti col veleno che ha dentro e che la consuma. Dovrebbe rivolgere altrove la rabbia che cova. Trasformare il suo veleno in una medicina, come dicono i buddisti».

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