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Chi poteva difendere Stefano Puzzer dopo il Daspo? E perché proprio Giorgia Meloni? | VIDEO

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“Sono rimasta oggettivamente molto colpita dal provvedimento di Daspo comminato al sindacalista Stefano Puzzer di Trieste, come ero stata colpita dagli idranti sparati sui lavoratori in ginocchio che volevano manifestare il loro dissenso. Credo che queste non siano reazioni degne di una democrazia”. Lo ha detto Giorgia Meloni dopo l’incontro con il premier Mario Draghi a Palazzo Chigi commentando il provvedimento preso nei confronti del leader dei portuali di Trieste, un foglio di via che gli impedirà di mettere piede a Roma per un anno. “Credo che in questa nazione – ha aggiunto la leader di Fratelli d’Italia – si abbia ancora il diritto di manifestare il proprio dissenso, perché noi non siamo la Corea o la Cina o la Turchia. Noi siamo l’Italia”.

Il Daspo a Stefano Puzzer dopo la protesta a Roma

Dopo aver allestito un tavolino in piazza del Popolo a Roma attendendo che “qualcuno dei grandi del Mondo” andasse a parlare con lui, Stefano Puzzer era stato portato in Questura e aveva ricevuto il Daspo per un anno dalla Capitale. In lui era stata riconosciuta una “pericolosità sociale della persona e l’esistenza di indizi di reato a suo carico”. A dare la notizia era stato Mario Giordano in diretta a “Fuori dal Coro”, collegandosi poi telefonicamente con il portuale. “Possiamo tranquillizzare chi è a casa e anche i miei parenti – aveva detto – sono stato portato in questura per accertamenti e sono stato trattato molto gentilmente e molto umanamente, anche perché hanno capito che sono una brava persona. Mi è stato imputato che la manifestazione non è autorizzata e c’è un altro provvedimento di cui parlerò domani con il mio avvocato o questa sera dopo questa telefonata”.

Lollobrigida porta il caso di Puzzer in Parlamento

Il caso è arrivato anche in Parlamento, sollevato dal capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia Francesco Lollobrigida: “Oggi in Aula sono intervenuto per chiedere che il Governo venga urgentemente a riferire sul provvedimento di Daspo che ha colpito il sindacalista Stefano Puzzer. Si può ancora liberamente esprimere in questa Nazione opinioni in dissenso da chi la governa? È mai accaduto che una manifestazione pacifica annunciata sui social possa essere preventivamente vietata, colpendo il potenziale organizzatore perché dissente dalle opinioni del governo? Vogliamo delle risposte”.