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Mauro Vaglio: il candidato M5S che fa campagna elettorale con la mailing list dell'Ordine degli Avvocati

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Ieri Luigi Di Maio ha annunciato la candidatura del Presidente dell’Ordine degli avvocati di Roma, Mauro Vaglio, nel collegio uninominale 3 di Roma – Quartiere Portuense per il Senato. Una scelta interessante, quella dell’avvocato, di candidarsi nel partito che ha tra i punti del suo programma cose come la riforma della prescrizione, l’introduzione della figura di agenti provocatori sotto copertura e delle intercettazioni informatiche per reati di corruzione.

Mauro Vaglio fa campagna elettorale con la mailing list dell’Ordine degli avvocati

Non sappiamo quali siano le idee di Vaglio rispetto al programma del MoVimento. È assai probabile che lo condivida, visto che questo è uno dei requisiti fondamentali per poter essere candidato nel partito di Grillo. Tanto più che la sua candidatura è stata personalmente vagliata dal Capo Politico del M5S. Sono cose che si scopriranno una volta che Vaglio sarà in Parlamento e dovrà misurarsi con certi atteggiamenti dei portavoce pentastellati più manettari. Per la verità Vaglio, in quanto Presidente dell’Ordine degli avvocati di Roma, ha già avuto modo di sondare l’abisso a 5 Stelle. Ad esempio quando l’Ordine prese le difese dell’avvocato Lorenzo Borrè, finito in una lista di proscrizione stilata dal consigliere municipale del VIII Municipio Massimiliano Morosini che ha creato sul suo profilo Facebook la sua personale lista di proscrizione.
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Nel frattempo però bisogna arrivarci a Palazzo Madama. Vaglio ha pensato bene di utilizzare la mailing list del’Ordine degli avvocati di Roma (che conta circa venticinquemila iscritti) per dare notizia della sua candidatura al Senato per il MoVimento 5 Stelle. Vaglio fa sapere che “dopo un’attenta, seppur necessariamente breve riflessione, ho deciso di accettare tale proposta”. E annuncia ulteriori comunicazioni nelle quali, scrive, “sarò lieto di condividere con voi le motivazioni che mi hanno indotto a tale scelta”. Ora non dobbiamo scandalizzarci troppo, chi è iscritto ad un ordine professionale ed ha avuto la sorte di avere un collega che ha tentato l’avventura politica sa che sono cose che succedono. Certo se a farlo è il Presidente che è sceso in campo con il MoVimento degli onesti, di quelli trasparenti, forse la cosa stona un po’. In ogni caso dobbiamo vedere anche il lato positivo della situazione: forse così il futuro senatore potrà contenere i costi della campagna elettorale.