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M5S: sapessi com'è strano candidare un Brambilla a Napoli

matteo brambilla candidato m5s napoli 3

Matteo Brambilla candidato del MoVimento 5 Stelle a Napoli è prima di tutto uno schiaffo in faccia al complottismo e ai giornalisti. Per mesi si è scritto che la corsa di Napoli era segnata e che la candidatura era annunciata: avrebbero dovuto vincere Francesca Menna, vicina a Roberto Fico, oppure Stefania Verusio, la candidata outsider che era spuntata in virtù dell’attivismo del “Fiato sul collo in Regione Campania” nei confronti degli eletti M5S. E invece a trionfare a stragrande maggioranza è un milanese che tifa per la Juventus: più outsider di così è difficile.

M5S: sapessi com’è strano candidare un Brambilla a Napoli

«Brambilla è un “anomalo”, uno che davvero lotta sul territorio, un “cane sciolto” che non fa riferimento né ai vertici nazionali del Movimento, né ai due baroni locali, Fico e Di Maio», scrive oggi Enrico Fierro sul Fatto Quotidiano. E forse proprio in virtù di questa anomalia i 500 (su cinquemila iscritti) che hanno votato sul blog di Beppe Grillo hanno tirato fuori dal cilindro una candidatura anomala che però ha buone chances di approdare al ballottaggio, viste le alte percentuali del MoVimento 5 Stelle a Napoli. Per ora i sondaggi dicono che il sindaco uscente Luigi De Magistris dovrà vedersela con Lettieri, ma il terzo incomodo M5S era già vicino senza che se ne conoscesse il nome.  Sarà comunque da vedere quale sarà il seguito del giovane attivista monzese (trapiantato nella città del Vesuvio dal 2006), arrivato primo a Napoli in una consultazione che nasce tra mille polemiche, con l’espulsione di 36 attivisti che non hanno alcuna intenzione di sotterrare l’ascia di guerra. Roberto Fico, referente di spicco assieme a Luigi Di Maio dei pentastellati campani, cerca di mettere pace: “E’ una persona eccezionale, onesta, competente. Ora tutti al lavoro con Matteo Brambilla”. Origini monzesi, laurea in ingegneria meccanica al Politecnico, Brambilla ci tiene ad essere considerato un napoletano d’adozione e si mostra ormai ben radicato in città : “Ho deciso di prendere parte al progetto Napoli perché, come diceva Totò, ogni limite ha una pazienza…”. E pazienza se l’incrociarsi delle espulsioni con il suo trionfo gli sta portando qualche ipotesi di complotto di troppo, fondata sull’argomentone del suo luogo di nascita e della sua squadra del cuore.
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Anche perché le accuse sono uno strascico della mattanza che negli ultimi anni ha decimato in più occasioni il MoVimento 5 Stelle a Napoli: per questo chi ieri gridava al complotto della Menna o della Verusio oggi grida al complotto del Brambilla:
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Il post di Ferrillo, espulso e querelato da Casaleggio con motivazioni francamente discutibili è la punta dell’iceberg di un dissenso che sarà difficile far rientrare anche a elezioni concluse. Perché tra i dissidenti in città il malcontento è forte, tanto da ventilare (ne ha dato notizia ieri l’AdnKronos) una possibile class action sulle candidature che probabilmente seguirà gli stessi percorsi di quella in preparazione a Roma. Ma le urne sono vicine e sarà quello l’unico risultato che conta. In attesa, come ha scritto Fierro, di vedere un Gennaro Esposito trionfare a Milano.