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Massimiliano Fedriga messo sotto scorta per le minacce dei no vax

@Massimiliano Cassano|

massimiliano fedriga lega

Da una settimana il presidente della Regione Friuli Venezia-Giulia, Massimiliano Fedriga, vive sotto scorta. Oltre al normale servizio che lo accompagna e protegge negli incontri istituzionali, come rivelato dal Piccolo di Trieste il governatore leghista vive sotto protezione con due persone che lo accompagnano ovunque vada una volta uscito di casa. L’innalzamento delle misure di sicurezza nei suoi confronti si è reso necessario per via delle minacce dei no vax, che lo hanno bersagliato duramente per le sue posizioni a favore della campagna vaccinale. “Spero soprattutto per la mia famiglia, che questa situazione possa risolversi nel minor tempo possibile”, ha commentato il leghista, che sabato scorso ha ricevuto la terza dose di vaccino di Moderna.

Massimiliano Fedriga sotto scorta per le minacce dei no vax

Il Friuli è una delle regioni maggiormente colpite dalla quarta ondata di Covid, e ha ospitato nel suo capoluogo, Trieste, le più feroci proteste contro il Green Pass. Anche per questo motivo da lunedì 29 novembre l’intero territorio è in zona gialla, e ha anticipato le restrizioni dovute al decreto sul Super Green Pass che sono entrate in vigore da oggi in tutta Italia. Decisioni giudicate forse troppo stringenti da parte degli scettici del vaccino, che hanno bombardato Fedriga con decine di lettere minatorie. Lo scorso 25 novembre sul muro di un’abitazione abbandonata ad Osoppo, vicino Udine, comparve una scritta “A morte Fedriga“, denunciata dal sindaco della cittadina Luigino Bottoni.

Ospite ieri sera a Che tempo che fa sulla Rai, il governatore leghista del Friuli ha detto che la vaccinazione obbligatoria “è problematica”. “L’Italia – ha dichiarato – si è mossa in modo intelligente e con dovuto anticipo con il super green pass, è la strada più lungimirante”. E sull’opportunità di vaccinare i bambini ha aggiunto: “Lo farò a mio figlio, ovviamente mi confronterò con il pediatra, è quello che consiglio di fare a tutti. Mio figlio è anche un po’ asmatico e non voglio rischiare. Qualcuno ha paura di fare il vaccino ai bambini, io ho più paura che contragga il Covid”. A inizio novembre, a margine di una conferenza stampa a Trieste nei primi momenti dell’impennata della quarta ondata, aveva definito chi scende nelle piazze “persone che hanno preso una laurea su Facebook” e alle minacce che iniziavano ad arrivargli aveva risposto: “A questi fenomeni e squadristi da tastiera dico che non ho paura delle loro minacce. Ho paura della pandemia, non ho paura di quattro scemi che su internet offendono e raccontano menzogne”.