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Berlusconi e il prezzo di Foa in Rai

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«Per il momento il nostro voto è no»: in quelle due parole che premettono una provvisorietà da cambiare, pronunciate ieri da Maria Stella Gelmini, c’è il ritratto di una Forza Italia oggi talmente disperata da non essere in grado nemmeno di bloccare una nomina in RAI, o di cercare un accordo sottobanco almeno sul nome di Marcello Foa, ex Giornale oggi A.D. del Corriere del Ticino designato dai gialloverdi come presidente a Viale Mazzini.

Forza Italia e Marcello Foa

Venerdì, quando si è venuto a sapere della nomina, il capogruppo berlusconiano in Vigilanza Giorgio Mulé aveva assunto una posizione possibilista sul nome di Foa, tra l’altro sua vecchia conoscenza, sostenendo che avrebbero giudicato le nomine dai fatti: questo implicitamente significa che erano pronti a dare l’ok. Ieri è tutto precipitato: prima la surreale dichiarazione di Berlusconi in cui si metteva all’indice la mancanza di pluralismo nelle nomine, poi l’affondo (?) di Maria Stella Gelmini. La sensazione è che FI abbia soltanto intenzione di alzare il prezzo con la nuova maggioranza Lega-M5S piuttosto che rovinarle i piani segandole il presidente.

marcello foa 1

D’altro canto i numeri parlano chiaro: per il presidente della RAI ci vuole un quorum dei due terzi in Commissione Vigilanza, pari a 27 voti: Lega e MoVimento 5 Stelle assieme ne assommano 21 e gli unici gruppi in grado di portare al magic number sono PD e FI. Senza l’ok di uno dei due non si passa. Ieri intanto lo stesso Foa ha sostenuto che ci fosse un consenso unanime attorno alla proposta del suo nome: «Giovedì sera sono stato contattato da Roma e mi è stata chiesta la disponibilità a ricoprire un incarico molto prestigioso in Rai, molto verosimilmente quello di presidente… Non era ancora la proposta ufficiale… pensavo che la cosa avrebbe ancora necessitato di tempo… invece venerdì mattina, con mio stupore, mi è giunta una telefonata».

Sovranista e no-vax

Repubblica intanto dedica un ritratto al vetriolo allo stesso Foa, di cui scopre anche le presunte tendenze no-vax dopo il post di Roberto Burioni che ieri metteva alla berlina alcune dichiarazioni insensate di Foa sui vaccini:  «Foa dice menzogne sui vaccini, quelle degli antivaccinisti cavernicoli, ignoranti ed egoisti». Il 3 dicembre 2017, in un’intervista al videoblog “Crescere informandosi”, Foa esprimeva un punto di vista critico sull’obbligatorietà dei vaccini. «Iniettare 12 vaccini in un arco di tempo molto stretto nel corpo di un bambino, provoca uno choc nel corpo. I vaccini dovrebbero essere limitati allo stretto indispensabile e solo per malattie davvero gravi».

roberto burioni marcello foa

Ad accomunare Foa a M5S e Lega c’è anche il tifo per la Russia dov’è stato inviato del “Giornale” in molte occasioni dal 1990 al 2008, anni in cui – sostiene – non ha «mai dovuto coprire una sola crisi internazionale provocata dal Cremlino». Non è un caso che sia spesso ospite di “Rt”, l’ex “Russia Today”, il canale satellitare di notizie russo in lingua inglese finanziato dal Cremlino. O che venga intervistato da “Pravdareport.com”, costola in inglese del sito nazionalista e cospirazionista “Pravda.ru” che nulla ha a che fare con il giornale del Partito comunista. Qui Foa viene regolarmente interpellato, ad esempio, da Costantino Ceoldo, collaboratore anche di “Sputnik” e “Saker Italia”, altri siti di propaganda russa. Berlusconi intanto rilascia un’intervista a Francesco Bei sulla Stampa e la chiusa è dedicata proprio alla Rai: «Vedo una forte volontà spartitoria. Il carattere unilaterale della proposta per la Rai, che la maggioranza ha concordato solo al proprio interno, mi sembra un pessimo segnale». Bisognerà fargli cambiare idea, ma tutto ha un prezzo.

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