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Così i grillini si rimangiano la revoca ad Autostrade

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Ilario Lombardo sulla Stampa firma oggi un prezioso retroscena che ci racconta cosa sta succedendo nel governo sulla revoca delle concessioni ad Autostrade, che dopo essere stata indicata come obiettivo prioritario da parte del M5S ora sembra essere molto più lontana. Perché Di Maio e i suoi si sono convinti che una decisione del genere dal punto di vista giuridico potrebbe portare a molte conseguenze negative. Meglio la trattativa, con i Benetton e con gli alleati del governo che intanto si stanno saldando in un’alleanza con il sindaco di Genova Bucci e il governatore Toti. L’obiettivo sarebbe così ridimensionato, con il tentativo di revocare solo la A10:

«Il punto di caduta – ha confidato Di Maio – deve essere almeno la revoca della concessione della A10», l’autostrada che ingloba il ponte di Genova crollato il 14 agosto. Non solo: il governo punta anche a una revisione del contratto di concessione «più favorevole ai cittadini», nella speranza magari di strappare tariffe più basse.

Il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, che si muove sempre in assoluta sincronia con Di Maio, è impensierito dall’attivismo della Lega e del governatore della Liguria Giovanni Toti che spingono per coinvolgere comunque il concessionario nella fase di ricostruzione. Ma Toninelli e Di Maio sono preoccupati anche dalla ricaduta che avranno sul braccio di ferro con Autostrade le inchieste che puntano alle responsabilità dei dirigenti del ministero dei Trasporti avvertiti qualche mese fa sulla scarsa sicurezza del ponte.

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Il costo delle autostrade in Europa (Corriere della Sera, 28 agosto 2018)

Lo scenario si complica e i 5 Stelle hanno cominciato a capire che la via della mediazione potrebbe essere la meno complicata. Il Movimento parla di nazionalizzazione, gli alleati leghisti di mantenere la gestione privata delle autostrade.

Dopotutto era stato il sottosegretario grillino ai Trasporti, Michele Dell’Orco ad anticipare alla Stampa dieci giorni fa «una soluzione mediana»: «una nazionalizzazione graduale», «a partire, magari, proprio da quel tratto della A10 ligure».È un’ipotesi che piace a Conte, che ben conosce i pericoli di impantanarsi in lunghe cause giudiziarie senza esiti certi.

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