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La fantastica storia della rissa tra grillini ed ex-M5S in consiglio a Sassari

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Gli ultimi sondaggi dicono che alle politiche del 4 marzo in Sardegna il MoVimento 5 Stelle potrebbe stravincere. Sia alla Camera che al Senato il partito di Di Maio potrebbe fare il pieno di voti. Al punto che qualche giorno fa Fabio Martini sulla Stampa parlava di un MoVimento 5 Stelle che si appresta a fare il “botto” al Sud, ovvero il pieno dei collegi uninominali essendo di gran lunga il primo partito. Questo non vuol dire però il M5S in Sardegna sia un partito molto compatto o pacifico. Prova ne è lo spettacolo andato in scena durante l’ultimo consiglio comunale a Sassari con tanto di rissa tra consiglieri e attivisti a 5 Stelle.

La scazzottata tra attivisti ed ex M5S a Sassari

Non è la prima volta che le tensioni interne ai 5 Stelle trascendono la normale dialettica politica. A giugno a Carbonia gli strascichi di alcune dichiarazioni sessiste pubblicate su una pagina pentastellata provocarono un’accesa discussione in consiglio comunale. Ad agosto a Roma l’allora assessore alla sicurezza del IV Municipio Alessandro Pirrone (M5S) rifilò un ceffone al consigliere pentastellato Domenico Milano. A Sassari invece la rissa è scoppiata fuori dall’aula dopo che il consigliere Marco Boscani aveva annunciato durante la seduta il suo addio al MoVimento 5 Stelle.

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Marco Boscani, a sinistra con Desirè Manca e Maurilio Murru

Uscito dall’aula per parlare con i giornalisti assieme ad una decina di ex militanti del M5Sha incrociato alcuni attivisti del Movimento, fra cui Andrea Tirotto. Proprio Tirotto – riferisce la Nuova Sardegna – si è scontrato con l’ex M5S Marco Casu, da tempo fuori dal movimento per dissidi politici e personali. Fra Tirotto e Casu è iniziata così una scazzottata cui è stato rapidamente posto fine dai presenti.
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Non è chiaro chi abbia iniziato, Tirotto dice di essere stato aggredito e annuncia querele. La consigliera Desirè Manca lo definisce vittima “di un’aggressione fisica senza precedenti”. Marco Casu invece ribatte che sarà lui a querelare Tirotto e di avere i testimoni per provare di non aver iniziato la scazzottata. Il capogruppo pentastellato Murru taglia corto e fa sapere che la rissa non ha nulla a che fare con la politica ma che all’origine ci sarebbero dissidi personali.
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In  un comunicato pubblicato sulla pagina Facebook del MoVimento 5 Stelle di Sassari i consiglieri pentastellati Maurilio Murru e Desirè Manca (già nota alle cronache per aver posato assieme al busto del Duce) rigettano ogni accusa e chiedono a Buscani di fare un passo indietro e di dimettersi dal consiglio comunale.

Perché Boscani ha lasciato il MoVimento 5 Stelle?

Boscani ha lasciato il M5S in polemica con i risultati delle Parlamentarie e la scelta dei candidati da presentare alle politiche di marzo. Nel suo intervento ha parlato di “epurazioni chirurgiche” che però a suo dire avrebbero spianato la strada all’ingresso di elementi “incandidabili” decisi dall’alto. Il 18 gennaio Boscani aveva denunciato la presenza di almeno sei incandidabili ovvero di “esponenti che si sono candidati in liste concorrenti al Movimento in precedenti elezioni amministrative o che da iscritti hanno fatto campagna contro il M5S, in violazione dell’Art.6 del Regolamento delle Parlamentarie”. Secondo Boscani il M5S è cambiato e ora è stata instaurata “una sorta regime che si alimenta con un sistema di delazione”.

Una questione che era già stata sollevata nei giorni scorsi dall’attivista Paola Friargiu che in quanto amica dell’eurodeputata M5S Giulia Moi sarebbe stata considerata “non allineata”. Chi non è in linea con i dettami dello Staff è fuori, come del resto è sempre accaduto nella storia del MoVimento 5 Stelle.
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Nei commenti al post del M5S di Sassari c’è chi esprime la propria solidarietà a Buscani ma anche chi chiede conto del motivo dell’esclusione dalle liste del senatore Roberto Cotti, portavoce pentastellato uscente che per qualche ragione non è stato ricandidato da Rousseau. A quanto pare nemmeno i portavoce lo sanno perché si limitano rispondere che “il garante avrà avuto le sue motivazioni”.
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Quali siano queste motivazioni, che ci possono pur essere ed essere legittime, non è dato di saperlo. In fondo il MoVimento pratica la nota regola monastica della trasparenzaquannocepare.