Economia

Luigi Di Maio e il Doppio Euro per l'Europa

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Una virata del MoVimento 5 Stelle sull’euro? Dopo aver proposto un referendum sull’euro (e aver rimesso nel cassetto la proposta) i grillini sembrano aver scelto una strada moderata di riforma della moneta unica: tutto ciò si evince dall’incontro di ieri alla residenza romana dell’ambasciatore olandese Josephus Camille Stephan Wijnands con i diplomatici che ieri ha visto protagonista il candidato premier in pectore del MoVimento 5 Stelle Luigi Di Maio. Racconta infatti il Corriere della Sera in un articolo dell’informatissimo Emanuele Buzzi che ieri Di Maio si è presentato insieme al responsabile della comunicazione M5S ed ex Grande Fratello Rocco Casalino all’incontro con gli ambasciatori e alla domanda sull’euro ha risposto proponendo due monete diverse, una per i paesi del Nord e l’altra per il Sud dell’Europa.

È accompagnato solo dal responsabile della comunicazione del Movimento Rocco Casalino. Ad attenderlo ci sono 28 diplomatici dei Paesi Ue. Due ore di colloquio, intense, con quello che i diplomatici hanno individuato come «l’esponente di spicco del principale partito di opposizione». Di Maio si presenta con una breve relazione, poi parte il fuoco di fila degli ambasciatori. «Se lei fosse primo ministro cosa farebbe?». Si toccano diversi temi: dalla lotta alla corruzione e al terrorismo (affrontando anche gli attentati di Bruxelles), dalle politiche sociali — con il reddito di cittadinanza come vessillo dei Cinque Stelle — all’immigrazione fino alla struttura del M5S.
I diplomatici dimostrano «grande curiosità», come trapela dalla indiscrezioni, e Di Maio dal canto suo desta «una buona impressione». Il summit viene giudicato «molto positivo e soddisfacente» da entrambe le parti. Qualche perplessità e qualche commento in sala solo quando gli viene chiesta la sua politica per l’euro. Lui rammenta uno dei mantra del 2014. «Proporrei due euro, due monete diverse: una per i Paesi del Nord e l’altra per il Sud dell’Europa», il senso delle sue parole.

Il Corriere della Sera sostiene che “l’idea di una doppia moneta per l’Ue risale nel M5S al 2013-14. Già al quarto punto del programma per le Europee Grillo lanciava «l’alleanza tra i Paesi mediterranei per una politica comune». Anche monetaria”. In realtà la questione è leggermente più complessa di come la pone il quotidiano. Nel 2013 il MoVimento 5 Stelle organizzò una serie di incontri in parlamento e tra i referenti c’erano Gustavo Piga, professore ordinario di Economia politica presso l’Università degli studi di Roma Tor Vergata, Gustavo Rinaldi, professore aggiunto di Economia alla Escp Europe, e docente a contratto all’università di Torino, Sergio Cesaratto, ordinario di politica economica ed economia dello sviluppo all’Università di Siena, Riccardo Bellofiore, docente di economia monetaria e storia del pensiero economico presso l’Università di Bergamo e Guido Iodice, divulgatore economico e ideatore di Keynesblog oltre che collaboratore di neXtQuotidiano. Quest’ultimo spiegò che l’euro sud / euro nord sarebbe servito solo a rimandare il problema perché le stesse dinamiche si sarebbero riproposte presto all’interno delle due nuove aree monetarie:

Luigi Di Maio e il Doppio Euro per l’Europa

Il MoVimento 5 Stelle invece seguì tutt’altra strada. Annunciò l’intenzione di un referendum consultivo sull’euro che il MoVimento 5 Stelle avrebbe propugnato raccogliendo “un milione di firme”. Il piano di Grillo per uscire dall’euro aveva poche idee ma ben confuse e aveva scarse o nulle probabilità di successo. Ciò nonostante Grillo annunciò in pompa magna sul suo blog nel giugno scorso che aveva raccolto duecentomila (e non un milione) di firme per il referendum sull’euro. All’epoca nel post sul blog di Grillo si diceva che il referendum si sarebbe tenuto “probabilmente in un periodo compreso tra dicembre 2015 e gennaio 2016”, ma che ciò dipendeva anche “dall’ostruzionismo della maggioranza e del governo”.

doppio euro di maio
Il post del giugno scorso in cui Beppe Grillo annunciava il referendum sull’euro a gennaio 2016

Ovvero, si spiegava, non senza mistificazioni, che sarebbe servito un voto a maggioranza per ottenere il referendum. Maggioranza che il MoVimento 5 Stelle non aveva. Esattamente come era stato segnalato ben prima dell’inizio della raccolta firme. Dicembre e gennaio sono passati e infatti del referendum consultivo sull’euro non si parla più da un po’ ormai. Si è parlato invece di uscire dall’euro in una serie di post del MoVimento 5 Stelle Europa pubblicati sul blog di Beppe Grillo. Ma i grillini di Strasburgo, evidentemente più preparati degli italiani, il referendum nei loro post non lo hanno mai nominato. Segno che evidentemente hanno capito, loro, che la storia del referendum consultivo era una frescaccia. Meglio tardi che mai.