Opinioni

Il M5S protesta per i troppi ex PD scelti dalla Giunta Raggi

luca bergamo virginia raggi

Ci sono troppi ex Partito Democratico scelti dalla Giunta Raggi. Dopo il caso di Luca Montuori, che ha rivendicato il suo passato di veltroniano in un’intervista alla vigilia della sua nomina come assessore all’urbanistica, il MoVimento 5 Stelle comincia a vedere come il fumo negli occhi il vicesindaco Luca Bergamo, di cui lo stesso Montuori era caposegreteria, ritenendolo responsabile dell’«invasione». Racconta oggi il Messaggero che un nuovo punto di contrasto è stata la scelta dei membri del CdA del Teatro di Roma:

Va così in porto tra diversi malumori interni l’operazione voluta da Bergamo. L’antipasto della tensione grillina sull’autonomia del vicesindaco c’è stato qualche ora prima con i due membri scelti dal Campidoglio per il Consiglio di amministrazione del Teatro di Roma. Lo scontro in commissione con le critiche della grilline Monica Montella e Gemma Guerrini che si sono astenute sul parere alla nomina dei due componenti – Emanuele Bevilacqua e Cristina Da Milano – scelti dal Comune per la squadra di una delle più importanti realtà culturali della Capitale.

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Profili scelti con un bando pubblico. Eppure la Da Milano non era affatto sconosciuta al vicesindaco che ha vagliato i curricula sottoponendoli poi alla Raggi. Esperta di marketing culturale, si era candidata con la lista civica di Sabrina Alfonsi nel I Municipio, con tanto di post a favore di Bergamo. Ecco perché le due consigliere grilline hanno sgranatogli occhi. Tanto che la Montella al termine della riunione, trai corridoi, ha commentato: «E poi siamo noi quelli del cambiamento…».

Ed è sempre il quotidiano romano a fare ironia sull’«impero bergamasco» che Luca Bergamo starebbe costruendo: a dicembre i galloni di vicesindaco tolti a Daniele Frongia, le nomine “amiche” nei cda (Biblioteche e teatri di Roma), il tour in diretta Facebook con Beppe Grillo (e Raggi) al Valle, la dichiarazione congiunta con Mauro Baldissoni sullo stadio della Roma (accordo poi bloccato per l’irritazione dei grillini) e adesso il nuovo assessore all’Urbanistica, che era il suo capo segreteria nonché antico compagno. Egemonia culturale, direbbe qualcuno.

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