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Quando Lannutti diceva che Minenna era un raccomandato

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Dopo la nomina dei vertici della Rai il governo gialloverde deve affrontare la questione di Consob. L’autorità di vigilanza sulla Borsa è rimasta senza presidente dopo le dimissioni di Mario Nava e uno dei nomi fatti per la sua successione è quello di Marcello Minenna, ex assessore al bilancio di Virginia Raggi a Roma nonché dirigente Consob dove dal 2007 è a capo dell’ufficio Analisi quantitative e Innovazione finanziaria.

L’interrogazione di Lannutti sulla carriera di Minenna

Minenna ha quindi tutte le competenze necessarie e una conoscenza “di prima mano” del funzionamento della Consob. Come riferisce Valerio Valentini sul Foglio di oggi Minenna riscontra il gradimento di alcuni parlamentari a 5 Stelle, ad esempio Carla Ruocco ma anche, a sorpresa del senatore Elio Lannutti. A sorpresa perché proprio Lannutti, quando era senatore nell’Italia dei Valori, presentò una interrogazione parlamentare proprio in merito alla carriera di Minenna all’interno di Consob. Nell’Interrogazione presentata il 13 luglio 2010 sulla scorta di un «dettagliatissimo esposto intitolato “Brogli alla Consob per le promozioni relative all’anno 2009″» Lannutti parlava delle assunzioni e degli avanzamenti di carriera all’interno della Consob e  faceva riferimento ad elenchi di dipendenti promossi che dimostrano il «grado di degrado, di lottizzazione e di favoritismo esistente all’interno della Consob».

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Tra i vari dipendenti di Consob oggetto dell’interrogazione del senatore oggi con i 5 Stelle figurava proprio il nome del dottor Marcello Minenna: «il cui principale sponsor è il padre, ingegnere responsabile della direzione del settore lavori dell’ANAS». In pratica Lannutti diceva, protetto dall’immunità parlamentare, che Minenna era un raccomandato. Dell’ex assessore al Bilancio capitolino, e futuro presidente dell’Authority, scriveva che «la costruzione della sua carriera era stata già decisa da tempo».

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Il Presidente di Adusbef non doveva nutrire molta simpatia per Minenna, che nel 2005 era appena stato promosso condirettore (funzionario di 1° livello). Lannutti rendeva noto al governo che Minenna aveva solide entrature perché «è affiliato all’entourage del dottor Marino, ex Vice direttore generale della Consob» e fa notare che in passato, quando partecipò al concorso per funzionario di 2° livello Minenna «aveva riportato il voto più basso alle prove scritte (21.00) e il più alto a quelle orali (30.00)» classificandosi all’ultimo posto nelle prove scritte.

Sorpresa: Lannutti ha cambiato idea su Marcello Minenna

Lannutti aveva poi analizzato il comportamento della Commissione. Agli orali – rilevava –  Minenna era stato l’unico ad ottenere il punteggio massimo e questo secondo Lannutti dimostrava che

per favorirlo la Commissione esaminatrice non ha dato né un 29.00 né un 28.00. Anzi, ha letteralmente “massacrato” il candidato che, avendo ottenuto una media di 27.00 alle prove scritte, si era classificato temporaneamente al 1° posto, dandogli un misero 22.00. E non contenta di ciò, siccome questo povero disgraziato aveva più titoli di Minenna (2.75 contro 2.00), al colloquio in lingua inglese gli ha dato punti 3.00, contro i 4.00 di Minenna.

In poche parole secondo le insinuazioni fatte da Elio Lannutti Minenna sarebbe stato favorito dalla commissione esaminatrice che avrebbe invece “massacrato” un candidato non solo più bravo ma anche più preparato. Di questo però l’allora senatore non portò alcuna prova. Lannutti poi si chiedeva come mai successivamente Minenna venisse aggregato ad una Commissione esaminatrice nonostante fosse ancora un funzionario di secondo livello in prova. La risposta che il senatore pentastellato si dava era che «si voleva continuare a costruire la carriera di Minenna, consentendogli di acquisire titoli». Anche il suo ruolo a guida dell’Ufficio Analisi Quantitative sarebbe stato parte della strategia volta – sempre secondo Lannutti – ad «ipotecare la successiva promozione a condirettore».

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Due giorni fa improvvisamente però Lannutti in un tweet interveniva sulla vicenda della nomina spiegando che c’erano «candidati forti, specchiati, competenti ed autorevoli, come il prof. Marcello Minenna» ed era necessario procedere con urgenza alla nomina. Tutto l’opposto di quello che sosteneva nel 2010. Abbiamo interpellato il senatore Lannutti per un commento e per sapere come mai dopo tutti questi anni la sua opinione su Minenna fosse cambiata: non abbiamo ricevuto risposta. Chissà, forse ora che Lannutti è dello stesso partito del principale sponsor di Minenna l’onorevole Carla Ruocco l’ex IDV ha ottenuto sufficienti garanzia sulla carriera del dirigente Consob. Magari non appena sarà eletto presidente Lannutti coglierà al balzo l’occasione di andare a fondo nella vicenda. O a spiegare perché abbia detto tutte quelle assurdità. Se guardiamo i precedenti però non c’è da essere fiduciosi.

 

EDIT del 07/11/2018: Marcello Minenna ha scritto una lettera al Foglio per rettificare alcune informazioni contenute nell’interrogazione presentata da Elio Lannutti nel 2010. L’ex assessore al bilancio della giunta Raggi ribadisce che l’interrogazione era scaturita da un esposto anonimo (come si legge anche nell’articolo) e che «non ebbe esito alcuno e non determinò alcun provvedimento nei confronti né del sottoscritto, né della Consob, né dell’Autorità giudiziaria, né della Corte dei conti, poiché i fatti riportati erano frutto di ricostruzioni tanto false quanto tendenziose».

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Fonte: Il Foglio del 07/11/2018

Minenna rende noto che all’epoca chiese un incontro al Senatore Elio Lannutti «che ebbe modo di constatare, documenti alla mano, la falsità e la faziosità delle notizie inerenti la mia persona riportate in quell’esposto». Stupisce quindi che il senatore Lannutti non abbia spiegato pubblicamente come mai, da feroce accusatore di Minenna ora ne sia diventato uno dei principali sponsor.

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