L'analisi del Fatto Quotidiano sul tifo calcistico e le città al voto: I'A.S. Roma che "tifa Giachetti" perché Virginia Raggi non è a favore del nuovo stadio che la società di James Pallotta vuole costruire

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Il Fatto Quotidiano pubblica oggi un interessante articolo di Luca Pisapia che parla delle città al voto e dei candidati sindaci. Tra queste, si parla dell’A.S. Roma che “tifa Giachetti” perché Virginia Raggi non è a favore del nuovo stadio che la società di James Pallotta vuole costruire:

Cominciamo da Roma, dove il debito ha superato a quota 12 miliardi (di cui 9 di natura finanziaria), e dove si sfidano Raggi del M5S e Giachetti del Pd. Al 31 giugno 2015 la Lazio, al netto di 95 milioni di debiti, ha chiuso il bilancio in pari. Pesa però l’anticipo di 22 milioni alla voce “proventi televisivi da partecipazioni a competizioni Uefa”: soldi che al 31 giugno 2016 mancheranno quindi due volte, come ricavi e come nuovo anticipo dato che la Lazio non si è qualificata per l’Europa. La As Roma ha invece chiuso con meno 41 milioni di rosso, e debiti per 245 di cui 150 con Unicredit: parte del famoso prestito della banca a James Pallotta per permettergli di rilevare le quote societarie in mano alla banca stessa. Operazione di leveraged buy out, nuova frontiera del calcio neoliberista che abbiamo già visto dal 2005 al Manchester United con i Glazer, non hanno versato una sterlina per l’a cquisto del club ma ogni anno si spartiscono i dividendi, e a Liverpool con laFen way Sports Group, società di investimenti di Boston a cui è riconducibile lo stesso Pallotta.

stadio roma

Al di là del perfetto esempio di proprietà calcistica post industriale, che il nuovo trend del calcio è la finanza speculativa, su Roma si apre il discorso stadio:

Mentre il candidato Giachetti si è detto favorevole al nuovo stadio della As Roma, così come alle Olimpiadi 2024, la candidata Raggi è contraria a entrambe le opzioni. La questione stadi è dirimente per il futuro del calcio italiano. Di 1,8 miliardi di ricavi dell’intera Serie A, ben il 60% proviene dai diritti televisivi, una percentuale allucinante, anche perché in Premier League dove questi incidono intorno al 30% le squadre si dividono oltre 3 miliardi l’anno, qui grazie al sistema di potere di Infront meno di 1 miliardo, e le squadre dipendono totalmente da essi non essendo in grado di sviluppare commerciale, sponsor, marketing, merchandising e, appunto, gli stadi: vecchi (60 anni di media), vuoti (21mila spettatori a fronte dei 36mila inglesi) e improduttivi (in Inghilterra portano quasi 1 miliardo l’a nno). Un giusto mix di investimenti pubblici e privati per la costruzione di nuovi impianti è quanto mai necessario, e la città di Roma sarà un importantissimo banco di prova.

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