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La Consulta boccia il referendum (e anche oggi Calderoli diventa costituzionalista domani)

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roberto calderoli

Nonostante l’espertone della Lega Roberto Calderoli assicurasse che non sarebbe andata così,  non si terrà il referendum sulla legge elettorale sostenuto dalla Lega per abrogare le norme sulla distribuzione proporzionale dei seggi e trasformare il sistema in un maggioritario puro. La Corte costituzionale lo ha dichiarato inammissibile perché “eccessivamente manipolativo”. Il quesito referendario era stato proposto da otto consigli regionali (di Veneto, Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Abruzzo, Basilicata e Liguria), tutti guidati dal centro-destra.

La Consulta boccia il referendum (e anche oggi Calderoli diventa costituzionalista domani)

Eppure Calderoli aveva assicurato che il suo referendum era costituzionale, strano! In attesa del deposito della sentenza entro il 10 febbraio, l’Ufficio stampa della Corte costituzionale fa sapere che “a conclusione della discussione la richiesta è stata dichiarata inammissibile per l’assorbente ragione dell’eccessiva manipolatività del quesito referendario nella parte che riguarda la delega al Governo, ovvero proprio nella parte che, secondo le intenzioni dei promotori, avrebbe consentito l’autoapplicatività della ‘normativa di risulta'”.

referendum lega corte costituzionale

È stato dichiarato inammissibile anche il conflitto fra poteri proposto da 5 dei Consigli regionali promotori del referendum ed esaminato in via preliminare, in camera di consiglio dalla Corte costituzionale. La norma oggetto del conflitto, tra l’altro, “avrebbe potuto essere contestata in via incidentale, come in effetti avvenuto nel giudizio di ammissibilità del referendum“, si legge nella nota di Palazzo della Consulta. Tutti i costituzionalisti dicevano che la legge sarebbe stata bocciata in quanto incostituzionale e così è andata. Tra l’altro incostituzionale era anche il Porcellum, proposto sempre da Calderoli: che ne dite, è ora che la finisca?

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