Politica

Il M5S verso la ritirata strategica in Emilia Romagna

sardine contro salvini emilia non si lega

Dopo aver tentato di intestarsi la piazza delle Sardine contro Salvini a Bologna, il MoVimento 5 Stelle va verso la desistenza in Emilia Romagna. I grillini, spiega oggi Alessandro Trocino sul Corriere della Sera, stanno pensando di evitare di proporre una candidatura per il governatore imitando così lo schema che portò alla vittoria dell’Ulivo, con Rifondazione Comunista che nel 1996 evitò di presentarsi in alcune zone favorendo così la vittoria del centrosinistra, ottenendo in cambio il ricambio del favore in altre:

Eppure, o forse proprio per questo, il Movimento in Emilia Romagna ha intenzione di stare alla finestra. Secondo quanto filtra, l’idea — ma la decisione non è ancora ufficiale — sarebbe quella di non presentarsi. «Anche Gianroberto Casaleggio decise così in Sardegna — ricordano i 5 Stelle—. Ci presentiamo se ha senso farlo, non siamo un partito ma un movimento». Luigi Di Maio sta ragionando sul da farsi e l’incontro previsto ieri con i parlamentari emiliano romagnoli e calabresi è stato rinviato a lunedì.

Quel che è certo è che non ci sarà alleanza con il Pd. Ma non presentarsi è visto da molti come una forma di «desistenza» attiva. E visto il gradimento delle «sardine», è evidente dove dovrebbe finire almeno una parte dei voti del Movimento. Il Pd ringrazia ma non troppo. Per Dario Franceschini «è inspiegabile non fare accordi a livello locale».

paola taverna bologna sardine crescentone - 4

Il problema sarà ripetere l’accordo-non-accordo in altre regioni, come la Calabria:

Anche in Calabria l’incertezza è massima. Paolo Parentela, coordinatore M5S,  ribadisce il no al Pd: «Non basta scaricare Mario Oliverio e candidare magari Florindo Rubbettino. Non ho nulla contro di lui, ma non ci sono le condizioni e i tempi. E tutti sappiamo cosa sia il Pd in Calabria, dalla sanità all’ambiente».

Nicola Morra si era molto lamentato della latitanza di Di Maio, al quale mesi fa aveva presentato un progetto di lavoro sulla Calabria. A questo punto, per lui, sarebbe forse meglio rinunciare. Dalila Nesci, che si era autocandidata, ha intenzione di tirare dritto:  «Non esiste che non ci presentiamo,non possiamo abbandonare la Calabria. Riproporrò la mia candidatura». Considerando che c’è uno sbarramento all’8 per cento per le liste non apparentate, il rischio è di non farcela comunque.

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