Politica

Il lungo addio di Renzi al PD

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Ieri nella ENews con cui delizia gli iscritti al suo sito l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi è tornato a parlare della vicenda di Antonio Di Maio, ma soltanto per far notare che mentre il MoVimento 5 Stelle sta difendendo compatto il suo vicepresidente del Consiglio all’epoca in cui Tiziano Renzi era nei guai il suo partito ne approfittò per polemizzare con la sua leadership. Il tutto, si sospetta, serve a costruire il colpo di scena con cui Renzi lancerà il suo partito/movimento e lascerà il “vecchio” PD. Ma secondo chi gli è vicino, spiega oggi Repubblica in un articolo a firma di Giovanna Casadio, non è già tutto deciso:

Ci sta pensando davvero Matteo Renzi ad andarsene dal Pd? «È una delle opzioni sul tavolo — si sfogano in privato gli amici più stretti». Non però una strada già presa. E diverse sono le subordinate: se fare una lista civica per le europee in tempi rapidissimi o attendere le prossime politiche in una iniziativa di lungo respiro.

Comunque ogni mossa e ogni attivismo di Renzi provoca inquietudine, soprattutto nel suo campo e per Marco Minniti. Il lancio della candidatura di Minniti, che dai renziani è appoggiato, procede a rilento. Nei circoli dem raccontano di militanti disorientati a cui da un lato è chiesto di prodigarsi per l’ex ministro dell’Interno in corsa contro Zingaretti, contro Maurizio Martina, Francesco Boccia, Cesare Damiano, Dario Corallo e Maria Saladino (gli altri candidati), mentre dall’altro si dà vita ai comitati civici.

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Di comitati per ora ce ne sono 150, ma 338 sono in fieri: spiega Scalfarotto, scettico sulla possibilità di Gentiloni presidente del Pd: «Non è certo super partes…». Renzi ha dovuto smentire pure il suo colloquio con il forzista Paolo Romani: ci si parla, ma mica per fare un partito insieme.

Dietro i retroscena c’è probabilmente soltanto un’attesa tattica: il lungo addio di Renzi al PD è una scelta in attesa di sapere come finiranno le primarie e chi sarà il nuovo segretario. Se Minniti dovesse farcela a Renzi non converrà lasciare un PD il cui segretario è stato eletto anche grazie ai suoi voti. Se non dovesse farcela…

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