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«Il contratto Lega-M5S va cambiato»

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Matteo Salvini vuole cambiare il contratto Lega-M5S perché i rapporti di forza tra le due componenti della maggioranza sono mutati. Il retroscena che ieri vedeva il leader della Lega pronto a fermare i suoi parlamentari che chiedono la rottura del patto con i grillini, ancorché smentito dal leader della Lega, pare invece confermato da quanto raccontano i giornali oggi, che puntano sull’intenzione del leader di cambiare tutto:

Perché se Matteo Salvini si oppone all’ecotassa, Luigi Di Maio risponde che il taglio sulle pensioni d’oro, che il Carroccio maldigerisce, non sarà del 25% ma del 40%. Insomma, volano gli stracci. Le cose vanno così. Dopo le proteste di produttori, consumatori e opposizioni, il vicepremier leghista di prima mattina annuncia il suo stop, dicendosi «assolutamente contrario a ogni ipotesi di nuova tassa su beni già ipertassati». Preannuncia modifiche al Senato e, per la prima volta, si spinge oltre: «Il contratto di governo di maggio scorso magari a settembre 2020 va “ritarato”».

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La differenza tra le due bozze del contratto [Fonte: La Stampa del 18/05/2018]

Il grillino Di Maio mastica amaro, anche perché l’ecotassa «è nel contratto di governo», segnala il sottosegretario all’Economia Laura Castelli. Ma il vicepremier deve far fronte a chi denuncia che sarà una penale per le famiglie meno abbienti e le loro utilitarie, così prende tempo e annuncia un tavolo tecnico al ministero dello Sviluppo, con costruttori e associazioni dei consumatori per lunedì. Anche lui parla di «migliorare la norma al Senato» e spiega che non ci saranno tasse sulle auto in circolazione. Prepara la contromossa sulle pensioni d’oro.

Salvini quindi potrebbe approfittare delle europee per chiedere una ritaratura e anche il rimpasto. Il problema è che Di Maio dovrebbe far digerire tutto ciò al M5S. E non sarà facile. Per non dire impossibile.

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