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Come Beppe Grillo molla Alberto Perino e i No Tav dopo averli traditi

alberto perino beppe grillo

Era il 9 dicembre 2018 quando Beppe Grillo assicurava a un ragazzo di Potere al Popolo che gli chiedeva conto delle voci sull’Alta Velocità:

Niccolò si affaccia dal muro di braccia che alla fiera Più libri più liberi di Roma tengono alti gli smartphone per rubare ogni sospiro del comico e gli urla contro: «Come mai non sei a Torino alla manifestazione No Tav? Adesso che siete al governo non ve ne importa più niente?». L’indifferenza di Grillo dura pochi secondi, poi lo affronta: «Mi sono beccato 4 mesi di condanna io per la Tav, tu?». «La Tav non si farà. Te lo garantisco io. Dobbiamo finire questa analisi costi-benefici, ma sono certo che non si farà».

Oggi Beppe Grillo dimostra a tutti di che pasta è fatto uscendo dalla tana in cui si era rinchiuso in questi giorni per evitare di incontrare il ragazzo dell’epoca o qualsiasi altro No TAV che aveva coglionato e sulla sua pagina Facebook, nel giorno dello sputtanamento grillino sulla TAV, va all’attacco di Alberto Perino, che a sua volta prima del 4 marzo 2018 andava in giro a dire di votare M5S e non Potere Al Popolo così avrebbero avuto la sicurezza che la TAV non si sarebbe fattAHAHAHAHAAHA.

La pacatezza ostentata non cambia il senso alle parole che ha usato: tradimento. Il MoVimento vi ha tradito, ha tradito la Val di Susa, il Movimento No TAV e sopratutto tradito e deluso Alberto Perino.

Tradire, anche se non è un termine di moda, significa qualcosa come passare dalla parte dell’avversario. La sua è una pacatezza ipocrita che fa l’occhiolino a chi si è dimenticato cosa significhi quella parola.

Non avere la forza numerica per bloccare l’inutile piramide non significa essersi schierati dalla parte di chi la sostiene. Il mainframe che vuole la TAV come feticcio di un sole dell’avvenire lo conosco bene, ma non avrei mai immaginato che lei avrebbe provincializzato, anche cerebralmente, la lotta contro queste opere inutili e dannose.

beppe grillo tav

In Val di Susa ho rimediato un candelotto in faccia e 4 mesi di condanna, ma il peggio è essere stato al fianco di uno che oggi (solo per il fatto che questo è un paese democratico) mi da del traditore. Questa è una delusione, non perché abbiamo mai mangiato insieme, piuttosto per averla così sopravvalutata.

I suoi sforzi per insultare me ed il movimento, con tarda pacatezza, esprimono la dinamicità di un fermacarte, incapace di farsi delle nuove domande, mentre l’avversario ha già cambiato pelle moltissime volte.

Ora, Beppe Grillo che dà del lei è ancora più comico del fatto che alla sua età non abbia ancora capito come si scrive “soprattutto” e “dà” quando è verbo, ma questo è il minimo. La cosa più drammatica è che sì, invece, Beppe Grillo ha tecnicamente tradito la fiducia di Perino e di tutti quelli a cui ha assicurato qualcosa che non poteva assicurare perché non dipendeva né da lui né dal M5S in via esclusiva. Ma la faccia di palta ha pure il coraggio di prendersela se lo chiami per quello che è. La TAV che il M5S di Di Maio gli ha appena alzato in faccia gli ha proprio dato alla testa.

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