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Gli insulti dei grillini a Francesco Totti sulla pagina FB di Virginia Raggi

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Francesco Totti domenica 5 febbraio ha pubblicato un tweet con l’hashtag #FamoStoStadio per chiedere che finalmente vengano avviati i lavori per il nuovo stadio della Roma. La sindaca di Roma Virginia Raggi ha prontamente replicato spiegando che l’amministrazione capitolina “ci sta lavorando” e che lo stadio sarà fatto nel rispetto delle regole. La Raggi ha anche invitato il Capitano della Roma in Campidoglio per un incontro.
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Totti “il palazzinaro” che non vuole pagare lo stadio di tasca sua ma lo fa pagare “ai romani”

Per la verità l’ultimo parere espresso dalla Giunta di Roma Capitale sul progetto definitivo del nuovo stadio della Roma è “non favorevole” (così come lo è quello della Città Metropolitana) ma che la situazione può essere risolta apportando alcune modifiche al progetto che prevedono la costruzione di ulteriori opere pubbliche. In una nota il Campidoglio ha precisato che «sul progetto definitivo dello stadio della Roma c’è la volontà ad andare avanti per analizzare il dossier. È stata chiesta proprio per questo motivo la proroga di trenta giorni della Conferenza dei Servizi». Il che non significa nemmeno che lo stadio si farà “a certe condizioni” perché la linea fino ad ora tenuta dall’assessore all’Urbanistica Paolo Berdini è quella di fermare il progetto mentre la sindaca Virginia Raggi, il vicesindaco Paolo Bergamo, il resto della Giunta e alcuni consiglieri sono per un taglio del 20% delle cubature. Non si capisce quindi cosa la Raggi intenda per “andare avanti” con il progetto e perché è così importante invitare Totti a parlare dello stadio quando la Roma (che paga di tasca sua anche le opere di compensazione come previsto dalla legge) ha a disposizione professionisti sicuramente più qualificati per illustrare la situazione alla sindaca. Il riferimento al “rispetto delle regole” ha fatto pensare a molti che ci siano delle irregolarità ma probabilmente la Raggi si riferisce alle criticità evidenziate dal Comune (nelle quali però non sono menzionate le Torri che Berdini vorrebbe non venissero costruite). In tutto questo si inseriscono i sostenitori della linea dura che evidentemente non hanno mai perdonato a Totti l’endorsement nei confronti di Giachetti all’epoca delle amministrative. Molti sono gli sfottò all’indirizzo di Totti che viene in giro perché “ha la terza media” o perché talmente ignorante da non sapere dove sia il Campidoglio, e non mancano quelli che ricordano anche la faccenda degli affitti al Comune di Roma per l’emergenza abitativa raccontata qualche tempo fa dal Fatto Quotidiano.
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Molti hanno le loro idee su come dovrebbero essere spesi i soldi dello stadio: ad esempio per sistemare strade, scuole o campetti di periferia (e chi più ne ha più ne metta). Il problema è che i soldi per lo stadio non ce li mette il Comune una società privata che ha interesse in quel progetto e non in altri. Il Campidoglio quindi non può disporre di quei fondi come meglio crede per destinarli ad altro come vorrebbero invece certi sostenitori della linea dura del MoVimento che chiedono che lo stadio se lo paghino “i calciatori con i loro stipendi”.

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Il re degli “ingoranti”

Non ci sono solo quelli che ci spiegano che totti è un “ingorante” (sic) e che ha parecchi interessi economici in ballo dal momento che “ha molte amicizie e molti affari” in Comune mentre qualcun altro accusa Totti di “fare pubblicità alle lobby delle slot machine”. E c’è chi definisce Totti “il palazzinaro di Porta Metronia” per far capire che qui l’amore per lo sport centra poco e molto più importanti sono gli interessi economici dei palazzinari.
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Molti si lamentano del fatto che la sindaca ha prontamente risposto a Totti, addirittura invitandolo in Campidoglio mentre per “i romani che non arrivano a fine mese” è difficile anche solo prendere appuntamento con la Raggi. Tra questi c’è anche chi definisce Totti “un cerebroleso”.
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Altri ci spiegano che non è giusto spendere i soldi dei cittadini per una speculazione edilizia a favore di pochi e soprattutto per dare una mano ad una società di calcio. Inutile spiegare che i costi per la costruzione dello stadio – così come quelli per la realizzazione delle opere pubbliche che andranno a vantaggio di tutti i cittadini romani – verrano sostenuti dalla società che possiede la Roma. Ma questo non ferma chi spiega che Totti è “un paraculo prezzolato del PD”.
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E se non altro c’è chi azzarda paragoni con riferimenti letterari più “alti”. Che abbia sciacquato i panni in Arno prima di commentare?
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Altri insulti sono più “da stadio”, come si confà ad una discussione che coinvolge anche l’aspetto calcistico della questione.
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La storia di Francesco Totti che si fa pagare per un autografo

Ma qualcuno in questo commento va oltre per difendere la Raggi e le (non) decisioni della Giunta. Ci spiega infatti che Totti è un essere umano orribile che chiede 20 mila euro per firmare un autografo ad una ragazza malata solo perché era originaria dell’Arabia Saudita. L’episodio sarebbe avvenuto in una circostanza ben precisa, nel 2006 nell’Hotel Élysée di Amburgo dove la nazionale italiana era ospite in occasione della partita contro la Repubblica Ceca dei Mondiali 2006.
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La vicenda è talmente circostanziata che abbiamo chiesto all’ufficio stampa del Capitano della Roma la versione dei fatti ed un’eventuale dmentita ufficiale. Nell’attesa però non possiamo che sottolineare come quello narrato sia un comportamento totalmente estraneo da quello che è solitamente l’atteggiamento del giocatore della Roma che, tra le altre cose, è anche ambasciatore dell’UNICEF e che ha donato in beneficenza i proventi della vendita dei suoi cinque libri e più di recente il cachet da 50mila euro per la sua comparsata al Grande Fratello VIP. E in occasione del party per i suoi 40 anni Totti ha chiesto agli invitati di donare una somma in beneficenza come condizione per poter accedere al castello dove si è svolta la festa. Qualche anno prima a Boston per una tournée della Roma negli USA Totti ha incontrato la piccola Chanel Boccioni, una bambina malata di fibrosi cistica che era lì per curarsi. Il Capitano in quell’occasione ha accettato volentieri di farsi un selfie con la bambina e la cosa interessante è che Totti e Chanel si erano già incontrati nel 2013 nel tunnel del Tardini a Parma. In seguito a quell’incontro e appresa la storia della bambina Totti aveva staccato un assegno da 30 mila euro per consentire alla famiglia di curare al meglio Chanel. La storia extracalcistica di Totti è piena di episodi del genere e quindi un raccoto come quello fatto dal commentatore della Raggi ci sembra quantomeno strano. Saranno però Totti ed eventualmente i suoi avvocati a replicare alle accuse.