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Gli insulti sessisti alla deputata PD Cristina Bargero

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Dopo la discussione alla Camera del DDL sull’acqua pubblica e sulle modalità di gestione e affidamento del servizio idrico locale è intervenuta la deputata PD Cristina Bargero. L’intervento – e l’esito della votazione – non sono però piaciuti al cittadino portavoce deputato Danilo Toninelli che ha condiviso su Facebook uno spezzone del video della Bargero non per criticare o discutere il merito delle affermazioni della collega ma sostanzialmente per mettere alla gogna la deputata Dem e invitare gli utenti della sua pagina a mettere in moto la macchina del fango. Cosa che è puntualmente successa.
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Video tagliato ad arte e decontestualizzato

La questione è duplice, da un lato c’è il classico metodo (già adottato da Grillo con la Boldrini) di lasciare agli utenti la responsabilità di insultare l’avversario politico. Succede anche sulla pagina Facebook di Alessandro Di Battista che nei commenti interviene per chiedere “garbo nei commenti”.
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Quel “vi prego di andarci piano coi commenti” non suona come un invito alla moderazione ma ricorda molto da vicino il “cosa fareste se vi trovaste in macchina con la Boldrini” scritto da Grillo su Facebook qualche tempo fa. Né Grillo né Toninelli insultano direttamente le proprie vittime ma, da bravi portavoce, preferiscono mandare avanti laggente e godersi lo spettacolo della folla infuriata da una posizione di relativa sicurezza. Nei commenti c’è chi accusa la Bargero di essere ignorante e di parlare a vanvera, c’è chi propone l’antidoping per i politici prima che vadano in aula per evitare discorsi del genere e c’è ovviamente chi la accusa di essere un burattino al servizio delle lobby.
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Le cose non sono andate meglio sulla pagina di un altro esponente a Cinque Stelle, il citt.portav.dep Vincenzo Caso dove gli insulti sono più pesanti (c’è chi le augura di morire di sete)
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e non mancano quegli insulti sessisti (oca è il meno forte) che tanto hanno fatto male alle deputate pentastellate quando furono rivolti a loro.
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Una donna che dice qualcosa di diverso da quello che pensiamo è automaticamente “troia”.
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E naturalmente laggente si trasferisce poi sulla bacheca della Bargero, il linciaggio è iniziato.
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La spiegazione della Bargero

Ma c’è un problema, e qui si arriva al secondo aspetto della questione, il video è tagliato “ad arte” in modo da far sembrare la Bargero la solita scema che non sa di quello che parla (alludendo magari ai meriti che l’avrebbero portata in Parlamento). Il testo completo del suo intervento è in realtà questo:

Mi rivolgo a lei, Presidente, perché noto un po’ di confusione nel dibattito di oggi. Innanzitutto, mi sembra che, da una parte, si voglia ritornare al capitalismo municipale di Montemartini, ma il capitalismo municipale di Montemartini era ispirato da ben altri motivi e i fini di redistribuzione delle aziende speciali o del servizio che, allora, era in economia, andavano a sussidiare altri servizi. Dall’altra, si considera l’acqua pubblica un bene comune, ma l’acqua pubblica che arriva nelle nostre case non può essere considerata un bene pubblico, e qui vi spiego perché c’è un bisogno di regolazione e anche di separazione del servizio: perché l’acqua non è un bene non rivale e non escludibile; per arrivare nelle nostre case può essere escludibile, perché noi abbiamo dei lavori, abbiamo un acquedotto, abbiamo delle condutture che lo portano, quindi, tutto il dibattito è un po’ viziato. L’escludibilità del servizio esiste, e per questo è intervenuta la Commissione europea, considerando il servizio idrico un servizio di interesse generale che deve essere garantito a tutti e in condizioni di non discriminazione e di accessibilità ovunque ci si trovi; e la regolazione dei servizi ad interesse generale, innanzitutto ce la dà la Comunità europea. Seconda cosa: che lo gestisca una società in house, come la proposta di legge oggi in esame prevede, una società a capitale pubblico, una società mista, all’utente finale, al cittadino non deve interessare, perché quello che garantisce il cittadino, quello che garantisce gli investimenti nella rete, e cioè una separazione tra la rete, che è un monopolio naturale e la gestione del servizio – ed è qui l’errore ideologico che voi fate – ci deve essere garantito attraverso l’affidamento, da un buon contratto di servizio e dalla regolazione. Presidente, mi pare invece che il dibattito di oggi sia soprattutto ideologico e non sia centrato su quelli che poi sono i veri problemi di regolazione e di gestione del servizio, perché noi dobbiamo poter garantire investimenti tramite le tariffe

Anche se pare in pochi abbiano colto il senso della spiegazione della Bargero, marchiata come quella che ha detto che “i rubinetti vanno pagati”.
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Ma la deputata Dem non ci sta e ha affidato al collega e avvocato Alfredo Bazoli che l’ha accompagna a presentare querela contro gli ignoti leoni da tastiera scatenati dai deputati grillini.
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Proprio un bello spettacolo di democrazia.