Opinioni

Giuseppe Conte minaccia: «Non lascio la politica»

Mario Neri|

giuseppe conte

«Io come presidente della Repubblica sono il garante della coesione nazionale». Era il febbraio 2019 e Giuseppe Conte a Potenza pronunciò quella che tutti definirono una gaffe epocale autopromuovendosi al Quirinale nonostante fosse “soltanto” presidente del Consiglio. Una frase che però era la spia del ruolo super partes che l’allora premier della maggioranza Lega-M5S si autoattribuiva. Oggi nell’intervista rilasciata a Repubblica Conte fa sapere che ha cambiato idea: dopo questo “intenso coinvolgimento, non vedo un futuro senza politica“, ha detto a Claudio Tito. E vede il tutto come un impegno a lungo termine: “iniziare a ragionare sul proprio futuro quando si ha un incarico così rilevante rischia di creare una falsa e distorta prospettiva”, ma “non mi vedo novello Cincinnato che mi ritraggo e mi disinteresso della politica”. “Ma la politica – aggiunge – non è solo fondare un partito o fare il leader di partito”, “ci sono mille modi” per dare un contributo al Paese.

giuseppe conte

Vero. Come spiega l’articolo:

Il suo obiettivo così non può più essere solo il tentativo di tenere in piedi un governo spesso minato dai suoi stessi soci di maggioranza. Ma programmare un futuro. La metamorfosi di Conte è soprattutto questa. Si materializza nella volontà di cambiare la sua personale prospettiva. Questa scelta però comporta delle conseguenze. La prima è forse la più visibile: il premier si sta sempre più ritagliando il ruolo di “anti-Salvini”. È la prima carta che si gioca per il “futuro”. Si impossessa di uno spazio. Con una malcelata irritazione dei grillini e una compiaciuta soddisfazione dei democratici.

E uno dei modi per dare un contributo al paese, ad esempio, è diventare presidente della Repubblica. Il mandato di Mattarella scade a legislatura in corso, sempre che il parlamento non venga sciolto perché non c’è più una maggioranza a reggere un governo.

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