Politica

Il voto per salvare Salvini su Rousseau

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Sarà Mario Michele Giarrusso, senatore, audiofilo e avvocato, a cercare di convincere i grillini a votare per salvare Salvini su Rousseau. Lo farà con un video, scrive oggi Il Fatto Quotidiano in un articolo a firma di Luca De Carolis, che sarebbe già pronto:

Ma non prima di domani, perché servono almeno 24 ore di preavviso per la votazione. Però il video di presentazione del quesito, che gli iscritti dovranno visionare prima di decidere se salvare o meno il ministro dell’Interno, è “più o meno pronto” raccontano. E il protagonista è l’avvocato siciliano Mario Giarrusso, l’unico dei sette al secondo mandato, già in corsa per la presidenza dell’Antimafia andata poi a Nicola Morra.

Insomma, un parlamentare noto alla base, capogruppo in giunta. Propenso decisamente per il no al rinvio a processo. Come d’altronde gran parte dei sette grillini, che per giorni hanno ripetuto a Di Maio e agli altri senatori la loro convinzione: “Sul piano giuridico la richiesta va respinta”. Un parere da tecnici, visto che sei su sette sono legali. Ma qui il nodo è anche e soprattutto politico. Perché in gioco c’è anche un principio identitario per il Movimento, che ha sempre detto sì in automatico a ogni richiesta dei magistrati. E che dovrebbe rivedere un suo comandamento per il Salvini che dapprima aveva giurato di volersi fare processare, anche in un incontro apposito con Di Maio.

Proprio ieri Giarrusso – parlando con i giornalisti dopo la riunione della Giunta per le autorizzazioni a procedere – ha affermato che la posizione del M5S si conoscerà martedì e non subito, prefigurando quindi la possibilità di un voto degli iscritti prima di quello dei parlamentari. La parte divertente della vicenda è che il suo status è pieno di commenti di attivisti grillini che gli chiedono di mandare a processo Salvini.

Anche per questo, il capo politico dei Cinque Stelle ha ormai deciso di affidarsi al web, come gli consigliavano da giorni i big a lui vicini e anche dalla casa madredi Milano,la Casaleggio.Perché altrimenti qualsiasi decisione avrebbe avuto il suo marchio, quello del leader, che ha giàuna riunione fissata con i sette della giunta per lunedì sera, alla vigilia del voto. E allora, visto che “comunque vada ci rimetteremo”come ammettono dal Movimento, tanto valesottrarsi, per evitare possibili e pericolosissime tensioni con Salvini, l’altro vicepremier.

Si conferma poi la facile previsione del voto per deresponsabilizzare Di Maio e mettere in difficoltà i dissidenti, che se dovessero votare sì dopo il no del Blog delle Stelle si metterebbero così contro la volontà della base. Bella furbata, no?

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