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Tutti i guai del viceministro Massimo Garavaglia

Il Viceministro dell’Economia ed ex assessore leghista al Bilancio della giunta Maroni è stato raggiunto da un invito a dedurre della Corte dei Conti che gli contesta il danno erariale (per un massimo di 13 milioni di euro) per la vendita di un immobile di proprietà della Regione dove ha sede la ex ASL 1 di Milano. Ma non è l’unica vicenda giudiziaria che vede coinvolto i vice di Giuseppe Tria

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Non finiscono i guai per la Lega di Matteo Salvini. Questa volta tocca al viceministro dell’Economia Massimo Garavaglia. Il Sole 24 Ore riferisce che la Corte dei Conti della Lombardia ha riaperto un’inchiesta già archiviata dalla Procura della Repubblica di Milano. La contestazione – a carico di quattro persone tra cui appunto il viceministro – è quella di danno erariale e tra loro ci sarebbe anche Garavaglia, all’epoca dei fatti Assessore all’Economia, Crescita e Semplificazione di Regione Lombardia durante la presidenza di un altro leghista, Roberto Maroni.

La vendita di Palazzo Beretta tra danno erariale e conflitto d’interesse

La vicenda al vaglio dei magistrati contabili è quella della vendita di Palazzo Beretta in Corso Italia accanto alla Basilica di Sant’Eufemia. Si tratta di un immobile all’epoca di proprietà della ASL 1 di Milano che era stato venduto nel 2014 a Cassa Depositi e Prestiti per 25 milioni di euro. Dopo poco tempo, nel 2016, il palazzo viene venduto nuovamente, questa volta per 38 milioni di euro all’immobiliare Beni Stabili (recentemente oggetto di una fusione con Fonciere des Regions che ha dato vita a Covivio) che a sua volta la affitta alla stessa ASL (ora ATS) per 6 milioni di euro. Di fatto la Regione passa dall’essere proprietaria di un immobile a doverne pagare un canone d’affitto. E non sembra ai magistrati che oltre all’affitto l’affare sia stato complessivamente vantaggioso.

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Palazzo Beretta a Milano, oggetto dell’indagine della Corte dei Conti [credits: Google Maps]
Insieme a Garavaglia sono accusati di danno erariale anche l’ex direttore generale Ats Walter Locatelli, l’ex vicedirettore generale di Infrastrutture Lombarde Guido Bonomelli, l’ex direttore generale al Welfare Walter Bergamaschi. Secondo la Corte dei Conti la vendita – decisa da Garavaglia anche se ad occuparsene avrebbe dovuto essere l’Assessorato alla Sanità lombardo – avrebbe procurato un danno erariale quantificabile tra 2 milioni (la differenza tra il prezzo incassato di 25 milioni e la migliore stima di 27 milioni utilizzata per la locazione) e 13 milioni (la differenza tra il valore di vendita e il valore di rivendita che fu di 38 milioni). Ci sarebbe anche un possibile conflitto d’interesse perché all’epoca sedeva nel CdA di Cassa Depositi e Prestiti (ovvero era al tempo stesso il “venditore” e l’acquirente).

Il rinvio a giudizio per turbativa d’asta a carico di Garavaglia

La Corte dei Conti ha così notificato l’invito a dedurre al Viceministro Garavaglia per il presunto illecito finanziario “nella gestione del patrimonio e delle risorse pubbliche”. Secondo i magistrati condabili la “vendita mista a locazione” del palazzo “è stata guidata secondo irrazionali logiche economiche di accelerazione dei modi e dei tempi della cessione, con la contestuale integrale omissione di tutti i principi e di tutti gli istituti posti a garanzia della buona e sana gestione finanziaria degli interessi della Ats Milano”. Secondo gli inquirenti anche il pagamento del canone di locazione avrebbe potuto essere evitato se si fosse provveduto ad individuare una nuova sede.

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Non è l’unica vicenda giudiziaria che vede coinvolto Massimo Garavaglia. Il Viceministro dell’Economia deve rispondere dell’accusa di turbativa d’asta per la quale il Pm di Milano Giovanni Polizzi ha chiesto una condanna a due anni. La vicenda in questo caso riguarda una gara d’appalto da undici milioni di euro indetta da Regione Lombardia per il trasporto degli ammalati in dialisi. Secondo la Procura, nel 2014 Garavaglia in qualità di assessore si adoperò assieme all’ex assessore alla Sanità ed ex Vicepresidente della Regione Mario Mantovani per “vanificare gli esiti del bando” al quale non aveva potuto partecipare la Croce Azzurra Ticina Onlus che fino a quel momento aveva gestito il servizio. L’inchiesta è stata duramente criticata dal Ministro dell’Interno Salvini ma la nuova indagine su Garavaglia potrebbe riaccendere – dopo i casi che hanno visto coinvolti i sottosegretari del MIT Siri e Rixi i conflitti tra Lega e M5S.