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La rissa tra Fratelli d’Italia e Lega alla Camera

In Aula alla Camera va tutto talmente bene che oggi sono volati ceffoni tra Fratelli d’Italia e Lega. Oggi si discuteva del decreto legge sul tribunale di Bari, funestato dalla notizia del palazzo affittato a un amico di Tarantini, e gli animi si sono scaldati fin dall’inizio quando il PD ha chiesto il rinvio della discussione.

La rissa tra Fratelli d’Italia e Lega alla Camera

Dopo il voto che ha respinto la richiesta di rinviare tutto, l’ANSA racconta c’è stato uno scontro fisico tra deputati di Fdi e della Lega. Sono stati visti volare dei ceffoni. Il presidente Roberto Fico ha sospeso la seduta mentre dai banchi del Pd si urlava “Dimissioni, dimissioni!”. A quel punto la seduta è stata sospesa mentre Fico ha fatto sapere che i tumulti che hanno preceduto la sospensione “saranno analizzati con i video dai questori”. 

Tra i più accesi contestatori c’era il deputato ex M5S adesso in FdI Walter Rizzetto: “Sospenda l’aula, convochi la capigruppo e faccia in modo che il ministro della Giustizia Bonafede venga in aula a raccontare come stanno veramente le cose. Nella passata legislatura, davanti ad una vicenda così grave, lei con il suo gruppo, avrebbe occupato questa aula. Oggi, da Presidente della Camera e quindi da presidente di tutti i deputati, lei non può far finta di nulla e accettare che un ministro risponda sui social media alla richiesta di chiarezza che arriva dai gruppi parlamentari”.

Durante l’intervento di Fiano si sente in un video il presidente Fico mentre richiama il deputato di FdI Silvestroni. Poi intervengono i commessi a sedare la rissa in Aula, mentre volano schiaffi e pugni. Prima di Fiano aveva preso la parola lo stesso Silvestroni, ma era stato interrotto dal leghista Eugenio Zoffili che aveva detto: “E’ bello vedere il PD che applaude Fratelli d’Italia”.  Silvestroni reagisce: “Voi della Lega siete la stampella del Movimento 5 stelle”. Volano parole grosse. Zoffili viene avvicinato da un esponente di Fdi che lo avrebbe minacciato. Subito dopo parte la rissa.

Il sottosegretario alla Giustizia che minaccia

Nelle more della rissa in Aula c’è da registrare anche la polemica generata dall’intervento del sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi del MoVimento 5 Stelle, il quale, in spregio di tutte le regole costituzionali e delle libertà individuali, ha avuto l’idea geniale di sostenere di aver “sentito in quest’Aula delle inesattezze gravi, alcune anche con peso penale di cui ciascuno si assume la responsabilità”.

Ovviamente Ferraresi, con cinque anni di parlamento alle spalle, non ha ancora capito che l’Aula è insindacabile. Sarà per questo che l’hanno fatto sottosegretario alla Giustizia: perché nel M5S c’è gente con un grande senso dell’umorismo.

L’idiozia detta da Ferraresi era talmente grossa che il presidente della Camera Roberto Fico è stato costretto a richiamarlo e a correggerlo: “ricordo che i membri del parlamento non possono essere chiamati a rispondere per le opinioni espresse e per i voti” effettuati “nell’esercizio” delle loro funzioni. Sono liberi “di esprimere in questa aula le proprie opinioni senza temere alcunché dal punto di vista penale”. Alla fine della sceneggiata Ferraresi si è scusato sostenendo di non aver detto quello che aveva detto, come da tradizione grillina: “Non era mia intenzione attaccare i deputati e quantomeno minacciare. Mi dispiace”.

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