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Elezioni politiche 2018, come si vota

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La Stampa riepiloga oggi come si vota alle elezioni politiche 2018 e quali segni bisogna fare sulla scheda elettorale del Rosatellum. Le schede sono due: una per la Camera (rosa) e una per il Senato (gialla). Entrambe sono divise in rettangoli: nella parte superiore di ogni rettangolo è riportato nome e cognome del candidato che corre per aggiudicarsi il collegio uninominale; nella parte inferiore la lista o le liste che lo supportano, affiancate dai nominativi dei candidati nel collegio plurinominale.

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Elezioni politiche 2018, la scheda del Rosatellum a (Il Messaggero, 17 febbraio 2018)

Il modo più semplice per votare è mettere una croce sola sulla lista che si vuole votare: in questo modo il voto va alla lista e anche al candidato del collegio uninominale.

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È possibile anche mettere una sola croce sul candidato del collegio uninominale. In questo caso poi il voto viene ripartito tra le liste in proporzione ai loro voti ottenuti nel collegio. Così facendo, di fatto, si rinuncia a scegliere una lista all’interno di una coalizione.

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È possibile anche votare facendo una croce sul candidato nel collegio uninominale e una croce sulla lista che si vuole votare: in questo caso l’effetto è comunque ridondante rispetto all’esempio numero 1, visto che il voto al candidato del collegio va in automatico nel momento in cui si sceglie una lista.

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Il legislatore ha messo in conto anche il caso limite di due segni tracciati uno sul simbolo del partito prescelto e l’altro sulla lista plurinominale dei candidati del medesimo partito. Questa modalità di voto è considerata valida. La preferenza verrà conteggiata sia a favore della lista che ai fini dell’elezione del candidato nel collegio uninominale.

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Meglio evitare invece la croce sul singolo nome candidato nel listino proporzionale: visto che il voto è dato all’interno della rosa dei candidati di una lista, potrebbe essere considerato comunque valido dagli scrutatori ma non si può scegliere il singolo candidato nei listini proporzionali; una modalità del genere è quindi inutile e meglio è barrare soltanto il simbolo della lista dove si trovano i candidati.

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Il voto disgiunto invece non è consentito. Quindi una scheda che riporta un segno su una lista e uno su un candidato all’uninominale diverso verrebbe annullata, così come – ovviamente – quella che riporta due segni su due liste differenti.

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La legge non prevede le preferenze e quindi scrivere il nome e il cognome di un candidato porterebbe all’annullamento della scheda.

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